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Il primo anno della commissione von der Leyen II
Cosa è successo
Il Servizio Ricerca del Parlamento Europeo ha pubblicato un’analisi relativa all'attuazione del programma politico della Commissione von der Leyen II aggiornato al marzo 2026. Il documento esamina i progressi compiuti su sette priorità strategiche:
- Prosperità sostenibile e competitività dell'Europa;
- Difesa e la sicurezza;
- Equità sociale;
- Sicurezza alimentare, acqua e natura;
- Difesa della democrazia;
- Sicurezza economica, allargamento e rafforzamento dei legami strategici globali;
- Riforme istituzionali e di bilancio.
Quel che è emerso è che a poco più di un anno dall'insediamento della seconda Commissione von der Leyen, l'agenda politica dell'Unione Europea si è concentrata soprattutto sui temi di competitività e sicurezza, divenute prioritarie nel contesto UE.
Nel dettaglio, all’ambito “Prosperità sostenibile e competitività” afferiscono 193 iniziative su un totale di circa 400; a quello “Difesa e sicurezza europea” ne afferiscono 51 iniziative.
Perché è importante
Perché la Seconda Commissione Von der Leyen si trova ad agire in un contesto molto diverso da quello in cui si era mossa la prima Commissione Von der Leyen:
- Ha una maggioranza parlamentare molto più instabile.
- Ha a che fare con un Consiglio molto più sbilanciato a destra e su posizioni anti UE che in passato; il che sarebbe un problema già da solo, ma è aggravato dal fatto che, in Parlamento, invece, la maggioranza è sbilanciata a sinistra. Questo porta a una divergenza costante tra le decisioni avallate dall’aula e quelle avallate dal Consiglio, tra i quali la Commissione si trova in una condizione di costante mediazione che ne limita l’iniziativa.
- Il contesto internazionale è molto diverso: se fino a pochi anni fa l’UE aveva rapporti cordiali sia con USA che con Cina, ora quelli con gli USA sono pessimi e quelli con la Cina, tesi.
- Si trova a dover gestire una fase particolarmente complessa della guerra, nella quale il sostegno USA a Kiev si è trasformato in un rapporto commerciale il cui peso economico è sulle sole spalle dell’UE (fondo PURL).
- Il contesto politico ed elettorale in cui opera von der Leyen è cambiato e, in questa fase, è connotato da un forte e diffuso antieuropeismo, assente o molto limitato negli anni passati.
La guerra e l’inasprimento dei rapporti con gli USA hanno messo in luce le profonde difficoltà dell’UE in termini di
- difesa (tema sul quale la Commissione ha investito molto),
- di competitività (la guerra e lo sgretolarsi di quella che fino a pochi anni fa era considerato uno scontato orizzonte di globalizzazione hanno reso urgente il fatto che l’UE sviluppi e rafforzi la sua produzione in ogni settore, dall’energia alla difesa, senza limitarsi a fare conto sulle importazioni);
- di assetto istituzionale:la situazione di inedita complessità di questi anni, dovuta ai fattori sopra elencati, ha reso evidente e necessario un processo di riforma dell'apparato istituzionale europeo, giudicato lento e farraginoso.
E adesso?
Quel che emerge dal report è una forte spinta UE in tema di sicurezza, competitività ed equità sociale. È verosimile credere che, anche alla luce dell’evoluzione dello scenario politico, il lavoro della Commissione proseguirà in direzione simile, concentrandosi su questi temi, a motivo di una necessità di rafforzare, con una certa urgenza, l’autonomia e il peso produttivo e militare dell’UE.