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Il nuovo regolamento digitale dell’Ue permetterà di gestire 76 milioni di tonnellate di rifiuti riciclati

Cos’è successo
La Ue compie un passo decisivo verso l'economia circolare con l'introduzione del regolamento riveduto sulle spedizioni dei rifiuti e il contestuale avvio della piattaforma elettronica Diwass (Digital Waste Shipment System). L’iniziativa permetterà di migliorare la gestione di ben 76 milioni di tonnellate di scarti movimentati nel mercato unico. Questo sistema di tracciamento in tempo reale sostituisce i vecchi moduli cartacei, rendendo obbligatoria la procedura di previo consenso informato (Pic) per i carichi pericolosi, indifferenziati o contaminati.
La transizione non è una semplice modernizzazione tecnica, ma una riforma strutturale con implicazioni politiche, industriali e sociali. L'obiettivo è sottrarre il controllo delle risorse alle fluttuazioni dei mercati esteri, contrastare i traffici illeciti a tutela della salute pubblica e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti per le filiere manifatturiere attraverso il riciclo efficiente delle materie prime secondarie.
Perché conta
La centralità di questa riforma si misura sull'impatto diretto che esercita sul tessuto produttivo e civile europeo.
- Sul piano economico e industriale, la digitalizzazione accelera la disponibilità di materie prime seconde per le imprese della Ue e italiane, riducendo la dipendenza strategica dalle importazioni estere;
- Sotto il profilo sociale e della legalità, il monitoraggio in tempo reale offre uno strumento formidabile per arginare il dumping ambientale e le attività illecite che gravano sulle comunità;
- A livello politico e amministrativo, l'accordo abbatte i tempi d'attesa transfrontalieri e snellisce le notifiche, sollevando le aziende da pesanti oneri e aumentando la certezza del diritto.
Adesso
- Gli scenari a livello europeo vedranno la progressiva estensione del modello digitale a tutti i movimenti transfrontalieri, consolidando la trasparenza e la resilienza del mercato unico;
- I prossimi step necessari nell'iter di attuazione prevedono scadenze rigide che porteranno al divieto assoluto di esportazione dei rifiuti di plastica verso i paesi non Ocse entro il 2026, delineando un sistema fortemente automatizzato;
- Per l'Italia, eccellenza nel riciclo industriale ma storicamente esposta a lungaggini burocratiche, la sfida specifica consisterà nel recepire tempestivamente i protocolli Diwass per proteggere la competitività delle proprie filiere e contrastare l'illegalità.