News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE
Il governo di Keir Starmer sempre più in difficoltà
Cosa è successo?
Lo scandalo Epstein ha coinvolto seppure in modo indiretto l’esecutivo britannico. Questo perché nei file Epstein sono emersi file e foto che mostrano in modo piuttosto esplicito il coinvlgimento, nel giro di prostituzione gestito da Epstein, di Peter Mandelson, figura di primo piano del partito laburista (in passato era stato molto vicino a Tony Blair) e recentemente nominato ambasciatore negli Stati Uniti proprio da Starmer.
Perché è importante?
Perché benché il Premier non sia in nessun modo coinvolto nello scandalo, questo getta un ombra piuttosto importante sia sul partito laburista in toto, sia sulla figura di Starmer che si era fatto garante della rettitudine di Mendelson.
Il giornale Economist, a tal proposito, ha dedicato un editoriale durissimo alla vicenda scrivendo di non sapere più cosa ci stia a fare Starmer ancora a Downing Street: “Che senso ha che Sir Keir rimanga in carica? Se Sir Keir aveva avuto uno scopo, era quello di fermare situazioni del genere. Era un politico che si basava sul processo, più che sulle convenienza. Il caso Mandelson rivela che il processo viene di gran lunga dopo la convenienza politica. Lord Mandelson fu sottoposto a un attento esame, e Downing Street sapeva che uno stretto rapporto persisteva a lungo dopo la condanna di Epstein. Sir Keir andò avanti, al diavolo il processo. Arrivò alla ribalta mettendo alla berlina Johnson. Tuttavia, è al governo di Johnson, con la sua propensione agli scandali surreali e alla violazione delle norme, che ora assomiglia il governo di Sir Keir”.
Lo scandalo, di grande peso, si colloca in una fase piuttosto difficile per l’esecutivo di Starmer, che si trova in piena emorragia di consensi e che, per di più, arriva da una settimana di grande contestazione interna da parte proprio del Labour che non fa mistero di volere una nuova leadership.
E adesso?
Non sappiamo se e come l’esecutivo Starmer sopravviverà a questo ennesimo scossone. Ma sappiamo che un cambio di leadership, in questo momento, sarebbe molto complesso da gestire per l’UE. Il governo di Starmer, infatti, ha fatto significativi passi avanti per ricucire lo strappo di Brexit e soprattutto si è posto alla guida della coalizione dei volonterosi, un elemento chiave del sostegno europeo all’Ucraina. Inoltre, la presenza di Starmer e il suo impegno con l’UE costituiscono un elemento chiave della difesa europea, dal momento che i servizi inglesi sono l’unica frangia europea dei Five Eyes, il gruppo di servizi segreti che unisce USA, UK, Canada, Giappone e Australia. Dopo Brexit, in realtà, l’UE non ha più accesso alle informazioni dei Five Eyes. Ma i buoni rapporti con Starmer hanno reso possibile un’importante scambio di informazioni. Con un’altra leadeship non sappiamo se questo sarebbe ancora possibile.
Inoltre, e non è un dettaglio da poco, Starmer si è fatto garante di un percorso di avvicinamento alla Cina. Percorso che, senza di lui, potrebbe venire meno.