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Il fallimento del progetto FCAS
Cosa è successo?
L’alleanza tra Germania, Francia e Spagna, lanciata nel 2017 per creare un sistema di caccia di sesta generazione che avrebbe dovuto sostituire il Rafale e l’Eurofighter entro il 2040, sembra del tutto naufragata. All’origine del fallimento ci sarebbero i dissidi tra Germania e Francia circa la governance del progetto. In particolare quelle tra le due aziende responsabili della costruzione del velivolo, la francese Dassault e la tedesca Airbus.
Perché è importante?
Per due ragioni, una militare e una politica.
Dal punto di vista militare, il fallimento del FCAS segna un'importante battuta d’arresto rispetto all’ambizione di "autonomia strategica" dell’Europa. Senza un caccia comune, i Paesi europei finiranno per dividersi tra chi acquista i caccia americani (F-35 o il nuovo F-47) e chi si affida al consorzio guidato dai britannici, frammentando ulteriormente la difesa del continente. Inoltre, questo strappo arriva in un momento particolare. Non solo per le ragioni che sappiamo (guerra in Ucraina, lacerazione della NATO, inaffidabilità degli USA), ma anche perché arriva in un momento in cui, tra le varie cose, si parla del fatto che la Francia potrebbe mettere a disposizione dell’intera UE la sua deterrenza nucleare — una deterrenza di cui però vorrebbe tenere la completa governance. Questo dissidio, originato dal fatto che Francia e Germania non riuscivano a trovare un accordo su chi dovesse essere capofila di un progetto relativamente semplice come la costruzione di un caccia, crea un precedente significativo in questo senso.
Dal punto di vista politico rappresenta un’ennesima linea di frattura all’interno dell’UE, tra l’altro, in questo caso, tra i suoi due Paesi principali: la Francia e la Germania. Inoltre, il fatto che contemporaneamente il Cancelliere tedesco, dopo aver di fatto mollato il progetto francese, si sia rivolto a Italia, Regno Unito e Giappone per entrare nella loro cordata per i jet militari, isola ancor di più Emmanuel Macron, che si trova nella scomoda posizione di essere il più assertivo e ambizioso leader europeo e di essere, allo stesso tempo, debolissimo in patria.
E adesso?
Non è chiaro se il progetto si arenerà del tutto o se, in qualche modo, rimarrà in piedi. Né è chiaro se davvero la Germania intenda unirsi al progetto concorrente GCAP (Global Combat Air Programme) guidato da Regno Unito, Italia e Giappone o se invece intenda proteggere da sola o con altri partner.
Non è chiaro nemmeno che strada deciderà di intraprendere Parigi: tentare di sviluppare un caccia di sesta generazione da sola (un impegno finanziario quasi insostenibile anche per la Francia) o cercare nuovi partner internazionali (come l’India o i Paesi del Golfo) per portare avanti il progetto?