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Il disegno di Von der Leyen per la nuova Europa
Cosa è successo?
Nel corso del suo discorso di ieri a Davos, Ursula von der Leyen ha avuto toni insolitamente secchi nel parlare di "nuova indipendenza europea". In buona sostanza, la Presidente ha sottolineato la necessità che l’UE si rafforzi nei settori critici, a partire dall’energia, rendendo più tenui i legami con gli Stati Uniti, Paese che negli ultimi mesi ha dato segno di non essere più un partner affidabile. Secondo Von der Leyen, è fondamentale che l’UE diversifichi i propri rapporti commerciali, non solo concludendo l’iter per gli accordi con il Mercosur, ma anche stringendone di nuovi con l'India. Allo stesso tempo, ha parlato dell’urgenza di creare un ambiente più semplice e fertile per le aziende (il cosiddetto 28° regime) e di potenziare la difesa europea, rendendola indipendente e autonoma.
Perché è importante?
Il discorso è rilevante per due ragioni principali:
Il superamento delle dipendenze: Dal 2022, con l'invasione dell'Ucraina, l’UE è stata messa di fronte ai propri limiti, sia in termini militari che energetici. La fine dei rapporti commerciali con la Russia, da cui l’UE era dipendente per il gas, ha innescato una profonda crisi energetica. Questa è stata in parte risolta con investimenti nelle rinnovabili e con la diversificazione degli acquisti di GNL (Gas Naturale Liquefatto). Tuttavia, ciò ha creato due nuove dipendenze: dalla Cina, per le tecnologie solari ed eoliche, e dagli USA, proprio per il GNL. D’altra parte la necessità di sostenere la difesa ucraina e l’impossibilità di farlo senza il sostegno degli USA ha reso evidente l’inadeguatezza in termini di difesa delle infrastrutture europee e evidente la necessità di avviare non solo un esercito unico, ma anche una serie di investimenti (che la presidente stima in almeno 800 miliardi) per rafforzare gli arsenali EU.
La fragilità dei partner attuali: oggi, né i rapporti con la Cina né quelli con gli USA appaiono più solidi a causa delle crescenti tensioni commerciali e politiche. Per questo Von der Leyen punta su nuovi accordi e sul 28° regime (un quadro normativo unico europeo che si affianca ai 27 nazionali), pensato per facilitare la vita alle imprese innovative chiave per la transizione. Queste azioni, unite al rafforzamento della difesa e agli investimenti in termini di energia, potrebbero rendere l’UE autonoma. O almeno più autonoma di quanto sia ora.
E adesso?
La realizzabilità dei programmi di Von der Leyen ha un problema: dipenderà interamente dalla coesione delle istituzioni europee, le quali a loro volta dipendono dalle decisioni degli elettori che, in questa fase, paiono decisamente freddi, se non apertamente ostili, al progetto europeo. E, con il voto, negli ultimi anni, hanno contribuito a creare un contesto europeo sostanzialmente diviso, litigioso e debole.
- Il Consiglio è molto diviso (alcuni membri sono apertamente sovranisti e puntano a un indebolimento dell'UE piuttosto che al suo rafforzamento).
- Il Parlamento si regge su una maggioranza numericamente ridotta, oltre che divisa al proprio interno.