News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE
Il Congresso dice no a Trump sui dazi al Canada
Cosa è successo?
Con un voltafaccia a sorpresa, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha votato una risoluzione per bloccare i dazi sulle importazioni canadesi previsti dall'amministrazione Trump. A rendere possibile il ‘no’ del Congresso la defezione di 7 deputati repubblicani che si sono uniti ai democratici per fermare la proposta trumpiana.
Perché è importante?
Perché le defezioni all’interno del Partito Repubblicano, in questo periodo, non sono frequenti, anzi. Negli ultimi mesi la forza polarizzante del presidente Trump ha trasformato il Partito Repubblicano in un blocco quasi granitico in cui le voci autonome sono poche e spesso isolate. Una defezione così massiccia, e soprattutto su un tema che sta tanto a cuore a Trump, è un fatto piuttosto inedito.
Inoltre, i franchi tiratori arrivano dagli Stati del Midwest e del confine settentrionale, in queste settimane al centro di una disputa proprio con il Canada relativa all’apertura del ponte Gordie Howe, completamente finanziato dal Canada come collegamento tra la città USA di Detroit e quella dell’Ontario di Windsor, la cui apertura ed entrata in funzione è bloccata proprio da Trump nell’ambito di un braccio di ferro sulle politiche daziarie.
Mancano pochi mesi alle elezioni di midterm e il sistema elettorale USA può spingere alcuni deputati intenzionati a salvare il loro seggio a prendere le distanze dal Presidente, che in questo momento appare profondamente impopolare, e a favorire politiche utili per gli elettori del loro collegio, invece che questioni nazionali legate alla presidenza. Il timore per i deputati del Midwest è che i dazi sul Canada — uno dei principali fornitori di greggio degli USA — possano innescare rincari e nuove spinte inflattive.
E adesso?
Politicamente, questo strappo indebolisce la posizione negoziale di Trump con il Primo Ministro canadese, poiché Ottawa ora sa che il Presidente non ha il sostegno unanime del suo partito. Inoltre, su tutto incombe la prossima sentenza della Corte Suprema circa la legittimità o meno delle imposizioni daziarie di Trump. Se la Corte dovesse dare parere negativo, gli USA potrebbero trovarsi nella condizione di dover risarcire le aziende che hanno già versato dazi.