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Il caldo estivo 2026 costa all’Europa 17 miliardi di euro di Pil

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Il caldo estivo 2026 costa all’Europa 17 miliardi di euro di Pil

Cos’è successo

Uno studio pubblicato venerdì 25 ottobre da ricercatori dell’Imperial College London stima che l’estate 2026 di caldo estremo abbia causato circa 50.000 morti nelle città europee — il numero più alto mai registrato — e abbia eroso circa lo 0,17% del PIL dell’Unione europea tra aprile e settembre, pari a quasi 17 miliardi di euro (18,9 miliardi di dollari).

Lo studio stima che quasi due terzi di questi decessi legati alle alte temperature estive non si sarebbero verificati senza il cambiamento climatico — una quota salita dal 40% circa registrato nel 2003.

Perché conta

  • L’impatto economico varia molto da Paese a Paese: l’economia tedesca è risultata più piccola dello 0,1% nello stesso periodo, mentre la Spagna ha subito un calo del PIL legato al caldo dello 0,05% — segno che l’impatto economico del caldo estremo, pur diffuso, colpisce in modo diseguale anche tra le principali economie europee;
  • La metodologia utilizzata dall’Imperial College combina le rilevazioni di temperatura con modelli già validati sull’impatto del caldo sulla mortalità — un approccio che in passato si è dimostrato coerente con le statistiche ufficiali, molte delle quali non sono ancora state pubblicate dalle autorità sanitarie nazionali per l’intera stagione estiva 2026;
  • Il trend della componente climatica è in costante crescita: se nel 2003 il cambiamento climatico spiegava circa il 40% della mortalità in eccesso legata al caldo, oggi la quota è salita a quasi i due terzi — un’accelerazione che segnala quanto il riscaldamento globale stia pesando sempre di più su un fenomeno già di per sé letale.

Adesso

  • Il dato si inserisce in un filone di ricerca ormai consolidato (2003, 2022, 2023) che mostra costantemente decine di migliaia di morti legate al caldo ogni estate in Europa — un pattern che solleva interrogativi su quanto le strategie di adattamento messe in campo finora (piani nazionali anti-calore, sistemi di allerta precoce) stiano effettivamente funzionando;
  • Resta da vedere se le autorità sanitarie nazionali, una volta pubblicati i dati ufficiali completi della stagione 2026, confermeranno la stima dei 50.000 decessi fatta con il metodo epidemiologico dell’Imperial College, o se il numero verrà rivisto al rialzo o al ribasso;
  • Il tema si collega direttamente al lavoro in corso sul nuovo Climate Resilience Framework dell’Unione europea, atteso entro fine 2026, e al protection gap assicurativo contro i rischi climatici già segnalato da più fonti europee (EIOPA, Inside Track) — un bilancio economico di questa entità rafforza l’urgenza di un quadro istituzionale più strutturato per prevenzione e adattamento.

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