News & BusinessAssicurazioni
Il 64% delle aziende assicurative vuole rinegoziare i contratti di outsourcing per il nodo AI
2 min di lettura

Cos’è successo
Secondo un report di ISG pubblicato il 27 ottobre, solo l’8% delle aziende assicurative che esternalizzano le proprie operazioni rinnoverebbe i relativi contratti esattamente come sono oggi — il gap più citato dagli acquirenti riguarda l’innovazione guidata dall’AI.
Il 64% delle aziende punta a rinegoziare i contratti proprio per ottenere maggiore efficienza basata sull’intelligenza artificiale. Il mercato dell’outsourcing assicurativo core viene stimato tra 7,5 miliardi di dollari e cifre superiori dalle principali società di ricerca di mercato.
Perché conta
- Secondo Ashish Jhajharia, analista principale ISG per il settore assicurativo, “la carenza più citata dagli acquirenti è l’innovazione guidata dall’AI, ed è una cosa difficile da risolvere in sede di rinnovo, perché non si può sistemare con uno sconto sul prezzo” — un problema quindi strutturale, non semplicemente commerciale;
- Le aziende restano comunque caute su quanto affidarsi all’AI per le decisioni più delicate: per sottoscrizione e gestione sinistri ad alto rischio, il 75% preferirebbe un modello AI specifico per il settore assicurativo o un approccio ibrido con supervisione umana, mentre solo il 6% accetterebbe un modello AI generico senza alcun controllo aggiuntivo;
- Il dato riflette una tensione più ampia nel settore: le compagnie assicurative vogliono i benefici dell’efficienza AI promessa dai fornitori di outsourcing, ma restano diffidenti verso un’adozione indiscriminata, specialmente nelle funzioni che toccano direttamente decisioni di sottoscrizione e liquidazione sinistri.
Adesso
- I fornitori di servizi di outsourcing assicurativo dovranno probabilmente rivedere le proprie proposte contrattuali per includere esplicitamente capacità AI dimostrabili, non più solo efficienza operativa generica, per riuscire a trattenere i clienti ai prossimi rinnovi;
- Resta da vedere se il mercato si sposterà verso modelli ibridi “AI più supervisione umana” come standard predefinito, dato che è l’opzione preferita dalla stragrande maggioranza delle aziende per le decisioni più delicate;
- Il settore dovrà probabilmente affrontare una fase di ridefinizione dei contratti di outsourcing esistenti, con buyer sempre più propensi a legare il rinnovo a impegni concreti e misurabili sull’integrazione dell’AI, piuttosto che accontentarsi di semplici aggiustamenti di prezzo o di scope.