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Il 60% delle ore lavorate in Italia può essere automatizzato tramite AI generando 196 mld di valore aggiunto per il Pil italiano

Cos’è successo
McKinsey ha pubblicato la versione europea di Agents, robots, and us, sei mesi dopo l'edizione americana. Per l'Italia lo studio stima 196 miliardi di dollari di valore potenziale dall'automazione AI entro il 2030 — quarto valore d'Europa dopo Germania, Regno Unito e Francia, con il 60% delle ore lavorate teoricamente automatizzabile.
Lo studio copre dieci paesi e misura fattibilità tecnica, senza predire l'adozione effettiva. Quanto alle competenze italiane, la domanda di AI fluency - la capacità di comprendere, utilizzare, valutare e collaborare efficacemente con le tecnologie AI nel lavoro- è cresciuta 2,3 volte dal 2023. L'Italia è penultima in Europa, sotto la media continentale di 5 volte e ben dietro Regno unito (8,9), Polonia (7,5), Germania (6,1).
Perché conta
I 196 miliardi sono "valore organizzativo" nel lessico McKinsey — al lordo dei costi di implementazione, fuori dai conti di Prodotto interno lordo Pil. Nello scenario "graduale" del report, il totale europeo scende di oltre il 40% e, applicato all'Italia, la cifra realistica si fermerebbe a 100-120 miliardi.
- Il 71% delle grandi imprese italiane ha avviato almeno un progetto AI, ma tra le PMI — quelle stesse che reggono circa l'80% dell'occupazione — la quota crolla all'8%, secondo l'Osservatorio AI del Politecnico di Milano;
- Nel mercato italiano dell'AI (1,8 miliardi di euro nel 2025) la quota dedicata a Process Orchestration e Agentic AI, che segnano il passaggio dall'automazione fissa a quella intelligente, è solo il 4%; eppure McKinsey attribuisce proprio agli agenti l'82% del valore europeo proiettato. Quel poco che l’Italia sta investendo, in pratica, lo fa in uno strato già largamente archiviato;
- Per anni le imprese italiane hanno assunto invece di automatizzare perché il lavoro costava meno del capitale tecnologico, come documentato anche da Bankitalia, e dunque i salari 25-40% al di sotto quelli tedeschi (nelle stesse categorie evidenziate da McKinsey) rendono il payback dell'automazione strutturalmente più lungo che nel resto del continente.
Adesso
- La Strategia AI 2024-26 stanzierebbe circa 2 miliardi tra Pnrr e fondi strutturali, con voucher "AI Ready" da €40.000 a impresa e l'obiettivo di portare 10.000 aziende all'AI entro fine 2026. Cifre serie sulla carta, ma almeno un ordine di grandezza sotto quanto servirebbe per spostare l'ago su un tessuto di centinaia di migliaia di PMI.
- La leva più grossa, Transizione 5.0, ha mobilitato quasi 10 miliardi di investimenti tra 2024 e 2025. L'80% dei crediti, però, è finito nella Classe III — quella legata alla riduzione dei consumi energetici sopra il 15%. Il principale strumento industriale italiano del decennio ha riguardato l'efficienza energetica. L'automazione cognitiva è rimasta fuori.
- Intanto la Polonia, Paese con potenziale equivalente al nostro, ha tenuto vivo il flusso hyperscaler nel 2025, con Microsoft che ha annunciato 2,8 miliardi di espansione e l'Ue che ha selezionato Poznań come luogo per un’AI Factory.
- McKinsey si premura di escludere la disoccupazione di massa fin dall'incipit, ma resta un divaricamento competitivo, nel decennio che ridisegna l'industria europea.