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Il 20% del personale del Parlamento europeo usa già l'AI e una nuova piattaforma interna potrebbe arrivare a settembre

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Il 20% del personale del Parlamento europeo usa già l'AI e una nuova piattaforma interna potrebbe arrivare a settembre

Cos’è successo

Circa 2.100 persone — un quinto del personale del Parlamento europeo — usano strumenti di AI ogni giorno. Lo riporta Politico. L'istituzione sta quindi testando EPGenAI Hub, una piattaforma interna che potrebbe essere distribuita a eurodeputati e dipendenti già da settembre, con l'obiettivo di ricondurre in un ambiente autorizzato un'attività che ormai accompagna perfino la preparazione degli emendamenti.

Nella beta visionata da Politico, ai modelli a pesi aperti eseguiti sull'infrastruttura del Parlamento — Llama e GPT-OSS, insieme al francese Mistral Small — si affiancano servizi esterni più potenti, come ChatGPT (non è chiaro quale modello specifico) e Claude Sonnet. Secondo la testata, la crescita degli emendamenti da tradurre e alcuni stili di scrittura ricorrenti hanno destato sospetti, poi rafforzati da occasionali riferimenti a leggi inesistenti; oggi, tuttavia, un eurodeputato non è tenuto a dichiarare l'uso dell'AI.

Perché conta

Arrivata quando l'uso è già più che quotidiano, la piattaforma proverebbe a governare una pratica cresciuta molto più rapidamente delle regole interne, con un accesso approvato. Che ridurrebbe il rischio che i documenti più delicati vengano incollati nei chatbot pubblici e, centralizzando gli strumenti, renderebbe applicabili criteri comuni; da solo, però, non verificherebbe ad esempio che una legge citata esista (né chiarirebbe chi risponda del testo).

  • Eseguire i modelli a pesi aperti sui server del Parlamento consente di elaborare il materiale senza farlo uscire dall'infrastruttura dell'istituzione, anche quando la tecnologia arriva dagli Stati Uniti o dalla Francia. Quando servono modelli più capaci, invece, la beta si appoggia ai servizi esterni di OpenAI e Anthropic. Il Parlamento guadagnerà così maggior controllo sui propri dati mentre le capacità di frontiera continueranno ad arrivare dai lab americani;
  • Proprio nel genere di compiti che hanno allarmato i presidenti delle commissioni (interrogazioni parlamentari, stesura di emendamenti, etc.), l'Hub dovrebbe rendere l’accesso ai tool di AI più semplice e sicuro. Naturalmente, poi, resta che un riferimento inventato non acquista attendibilità perché passa attraverso un'interfaccia approvata, perciò alle protezioni sui dati dovranno comunque affiancarsi verifiche sul contenuto;
  • Ai dipendenti si applicano già linee guida del 2024, ora in revisione: devono indicare che un lavoro è stato assistito dall'AI e non possono inserire informazioni sensibili nei servizi generativi pubblici. Gli eurodeputati, titolari delle funzioni legislative, non hanno come detto un obbligo equivalente. Una piattaforma che arriva prima della norma per chi decide le leggi, quindi, renderà quella lacuna più difficile da giustificare.

Adesso

  • Da qui a settembre il menù è ancora in revisione, ha spiegato il servizio stampa del Parlamento, anche alla luce dei modelli open source e dei sistemi disponibili attraverso fornitori di cloud con cui la Commissione ha appena stipulato dei contratti. L'istituzione dovrà comunque stabilire quali lavori possano lasciare l'infrastruttura interna in cambio delle maggiori capacità dei servizi esterni;
  • Chiamato in causa dai presidenti delle commissioni, il segretario generale Alessandro Chiocchetti ha risposto che per vincolare gli eurodeputati potrebbe servire una modifica del regolamento interno, passando dalla commissione Affari costituzionali. Le eventuali nuove norme dovrebbero stabilire quando rendere pubblica l'assistenza dell'AI e chi debba verificare riferimenti e contenuti prima che entrino nel lavoro parlamentare;
  • Barry Andrews, presidente della commissione Sviluppo, ricorda che la stesura degli emendamenti e le interrogazioni sono funzioni per cui gli elettori scelgono un rappresentante. Il Parlamento dovrà quindi decidere quali parti del mandato possano essere delegate a un modello, anche quando l'uso è dichiarato e il risultato verificato.

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