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I risultati delle elezioni locali francesi
Domenica 15 marzo in Francia si è votato per il primo turno delle elezioni amministrative, elezioni che, benché locali, avevano un forte valore nazionale ed erano considerate l’ultimo test utile prima delle presidenziali del 2027.
Alla luce dei primi risultati emersi, quel che appare chiaro è che:
Il Rassemblement National (Destra): ha registrato risultati positivi ma inferiori alle aspettative. Il partito domina nelle sue roccaforti storiche del sud del Paese, ma stenta nella parte settentrionale. Soprattutto non sfonda a Parigi, piazza chiave delle elezioni nazionali: nella capitale il RN ha avuto solo l’1,59% dei voti. La disparità è sorprendente se confrontata con i risultati ottimi di Nizza, Marsiglia e Tolone.
I centristi non esistono più: La coalizione del Presidente appare quasi scomparsa. Reggono solo figure di centro-destra già affermate prima di aderire a Macron, come Edouard Philippe (Le Havre) e François Bayrou (Pau).
I socialisti vanno bene ma non sono ancora in salvo: Tra la fine della presidenza Hollande nel 2017 e oggi il Partito Socialista francese, per decenni sostanzialmente egemone nella sinistra francese, è andato incontro a un processo di "pasokizzazione", ossia di completa dispersione del suo consenso, dissipato tra altri partiti. Negli ultimi mesi il partito sembrava essersi rimesso in carreggiata e aver riguadagnato il suo antico posto di primo piano nella sinistra francese, ma alla prova dei fatti, e con la corposa eccezione di Parigi, questo non sembra essere pienamente accaduto. Non tanto per i risultati dei socialisti che, anzi, paiono in netta ripresa e solidificazione, quanto per il consolidarsi del successo del gruppo di sinistra populista di France Insoumise, con cui il Partito Socialista ha da sempre rapporti a dir poco difficili.