Vai all’articolo
FPSUpdatesIntelligence Platform

Policy NewsTecnologia & AI

I fornitori cloud europei sono al 15% del mercato: il CADA punta al 30% entro il 2035, ma esclude i modelli AI

6 min di lettura
I fornitori cloud europei sono al 15% del mercato: il CADA punta al 30% entro il 2035, ma esclude i modelli AI

Cos’è successo

Il Servizio per i rapporti con l'UE della Camera ha pubblicato il dossier sul pacchetto per la sovranità tecnologica presentato a inizio giugno dalla Commissione europea, in vista della verifica di sussidiarietà, cioè il controllo con cui i parlamenti nazionali valutano se un intervento europeo sia davvero necessario. Le proposte di regolamento sono due. Il Cloud and AI Development Act (CADA) classifica i servizi cloud in quattro livelli di affidabilità — fino al quarto, interamente sotto controllo e giurisdizione europei — e obbliga gli enti pubblici a scegliere i fornitori in base a quei livelli; il Chips Act 2.0 sostituisce invece il regolamento sui semiconduttori del 2023. Sul Chips Act i parlamenti hanno tempo fino al 12 ottobre (la Commissione Politiche UE della Camera ha già dato una valutazione conforme), sul CADA fino al 12 novembre.

La Commissione presenta il pacchetto come il passaggio da un approccio reattivo a uno "assertivo e proattivo", che punta a costruire capacità autonome. Fra i punti di svolta che hanno messo a nudo la fragilità europea, il dossier indica il caso Anthropic, arrivato pochi giorni dopo la presentazione: il 12 giugno l'amministrazione americana ha imposto all'azienda di sospendere per tutti i cittadini stranieri l'accesso ai suoi due modelli più avanzati, Claude Fable 5 e Mythos 5, e Anthropic li ha disattivati in tutto il mondo. Le aziende europee si sono così ritrovate, scrive il dossier, "giuridicamente esposte alle decisioni unilaterali di un governo straniero". Il blocco è durato diciotto giorni, finché il Dipartimento del Commercio americano l'ha revocato, dopo che Anthropic aveva rafforzato le protezioni e si era impegnata a far esaminare al governo i modelli futuri prima del rilascio.

Perché conta

La diagnosi del dossier è corretta, e i numeri che raccoglie dalla Commissione e dalla Corte dei conti europea sono di una franchezza non comune. Il pacchetto, però, è nato prima del blocco di Anthropic, e si vede: certifica dove stanno i dati e chi controlla i server, accelera i permessi per i data center, ma sui modelli di frontiera — e sull'accesso a quelli americani — offre poco. Bruxelles continua insomma a puntare su ciò che si può imporre per legge più che su ciò che andrebbe finanziato.

  • Il CADA fa rientrare fra i servizi cloud anche l'accesso a distanza ai sistemi AI, ma precisa che ne fa parte soltanto l'erogazione, mentre il sistema e il modello sottostante restano fuori. Anche se Fable fosse stato erogato attraverso un cloud di livello 4, quindi, le aziende europee sarebbero verosimilmente rimaste senza accesso, perché il divieto ha colpito Anthropic — un'azienda americana, soggetta agli export control americani — e non i server su cui il modello girava. Lo scenario di un Paese terzo che impone restrizioni, del resto, il regolamento lo prevede, e per il software di fornitori extraeuropei chiede dal livello 2 in su un piano di migrazione. Per un modello di frontiera, però, in Europa non ci sarebbe un'alternativa di pari livello verso cui migrare;
  • Sui modelli il pacchetto offre i "progetti prioritari" di AI di frontiera, in cui almeno tre Stati mettono in comune la propria capacità di calcolo e l'UE ne aggiunge almeno altrettanta, ma solo "nei limiti della capacità disponibile" dei supercomputer pubblici di EuroHPC. Il precedente più vicino non incoraggia granché, visto che il consorzio EUROPA — guidato dall'italiana Domyn e scelto a giugno per costruire un modello europeo — ha ottenuto il 2,5% di quella capacità per un anno, grosso modo (secondo le stime) il calcolo con cui fu addestrato GPT-4 — un modello ormai largamente obsoleto. E anche la capacità che c'è gira quasi interamente su chip americani, dato che il 96% di quelli per l'AI venduti nell'Unione nel 2024 è arrivato da fornitori statunitensi;
  • Gli Stati dovranno designare almeno una zona di accelerazione per i data center, con autorizzazioni da rilasciare entro dodici mesi, e la Commissione potrà riconoscere progetti strategici con criteri fra i quali la nazionalità di chi costruisce non compare. Delle procedure più rapide potranno quindi approfittare anche Amazon, Microsoft e Google, che secondo la Commissione entro il 2028 assorbiranno circa due terzi della domanda di data center in Europa. È la parte meno "sovranista" del CADA, e probabilmente la più utile. Con i fornitori europei fermi al 15% del mercato cloud (e al 30% nel 2035, se il regolamento centrasse il suo obiettivo), tenere fuori gli americani vorrebbe dire soltanto avere meno capacità in Europa. Capacità che non protegge da un divieto come quello di giugno su Mythos, ma che ne alzerebbe il costo per le stesse aziende americane che l'avranno costruita, dando loro un buon motivo per premere su Washington perché l'accesso degli alleati resti aperto. Per l'Europa sarebbe una delle leve più concrete per negoziarlo.

Adesso

  • Secondo la tabella di marcia concordata fra le istituzioni europee, il Chips Act 2.0 andrebbe approvato entro giugno 2027 e il CADA entro fine 2027 (con applicazione un anno dopo l'entrata in vigore). I soldi, però, dovranno arrivare dal bilancio pluriennale 2028-2034 (sul Chips Act la Commissione Politiche UE della Camera ha chiesto di chiarire come), e il precedente non rassicura: dei €100 miliardi di investimenti annunciati con il primo Chips Act, stando al rapporto Draghi, appena €3,3 miliardi provenivano dal bilancio europeo. Le proiezioni della Commissione, intanto, danno la quota europea nella catena del valore dei semiconduttori al massimo all'11,7% nel 2030, contro un obiettivo del 20% — per cui, secondo la Corte dei conti europea, servirebbero €251 miliardi;
  • Al Consiglio, secondo fonti informali riportate dal dossier, Germania, Grecia e Danimarca avrebbero chiesto di bilanciare la sovranità con l'apertura, e sui quattro livelli Spagna e Grecia sarebbero fra le delegazioni più critiche. Fuori, invece, premono le Big Tech. Secondo un'analisi del Financial Times, dalle elezioni europee del 2024 Google ha avuto 302 incontri con funzionari della Commissione ed eurodeputati, più di qualsiasi singola azienda europea, e con Amazon e Apple ha discusso delle nuove regole sul cloud (benché più incontri non significhino per forza più influenza). Il negoziato si giocherà sui criteri dei livelli, che la Commissione potrà modificare anche dopo l'approvazione con atti delegati — norme che adotta da sola, salvo obiezioni di Parlamento e Consiglio;
  • Con l'impegno preso da Anthropic a far esaminare al governo americano i modelli futuri, è probabile che anche la prossima decisione su chi potrà usarli fuori dagli Stati Uniti passi da Washington. Dal lato europeo, intanto, c'è l'invito ai principali laboratori di AI annunciato a metà settembre dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che però riguarda il rallentamento dello sviluppo dei modelli più avanzati, non l'accesso.

FPS / NELLA TUA INBOX

Il contesto fa la differenza.

Continua a seguire i temi che contano con le newsletter di FPS Updates.

Scopri le newsletter
Tutti gli articoli ↗
Tecnologia & AI

Gli Usa escludono DeepSeek dalle agenzie federali, i suoi agenti sono 12 volte più inclini a seguire istruzioni malevole

Tecnologia & AI

Anthropic vuole mettere il 5% delle azioni in un fondo per donazioni e sostegno ai lavoratori colpiti dall’AI

Tecnologia & AI

La task force di Trump sull’AI più avanzata ha 120 giorni per proporre le regole sui suoi modelli

CADA, cloud europeo al 15%: obiettivo del 30% entro il 2035 | FPS