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Gli Stati Uniti lanciano Project Vault per difendersi dal dominio cinese sui minerali critici

2 min di lettura

Cosa è successo?

Gli Stati Uniti hanno lanciato “Project Vault”, un programma da 12 miliardi di dollari per creare uno stockpile strategico di minerali critici come terre rare, litio e rame. L’annuncio ufficiale è avvenuto il 2 febbraio 2026 da parte dell’amministrazione di Donald Trump.
Il progetto sarà finanziato per 10 miliardi di dollari dalla US Export-Import Bank e per 2 miliardi da capitali privati. Vault opererà come una struttura autonoma, guidata da un amministratore delegato indipendente.
Vault acquisterà minerali sul mercato globale e li stoccherà negli Stati Uniti, con l’obiettivo di creare riserve utilizzabili in caso di emergenze o gravi interruzioni delle catene di approvvigionamento. Le aziende che aderiranno al programma pagheranno una fee che garantirà loro accesso prioritario alle scorte nei momenti di crisi. L’obiettivo operativo è quello di assicurare circa 60 giorni di copertura per i settori industriali più esposti.
Tra le aziende già coinvolte figurano grandi gruppi statunitensi attivi nella difesa, nell’automotive, nella tecnologia e nelle batterie, tra cui Lockheed Martin, General Motors, Google e Clarios. In totale, sono già più di una dozzina le aziende che hanno aderito al programma.

Perché è importante?

Oggi la Cina non domina solo l’estrazione di molti minerali critici, ma soprattutto le fasi decisive della filiera: raffinazione, trasformazione e commercializzazione. In diversi segmenti Pechino controlla tra il 70% e il 90% della capacità globale di processing. Questo significa che anche quando le materie prime vengono estratte in Africa, Australia o America Latina, passano comunque dalla Cina prima di diventare utilizzabili dall’industria.
Negli ultimi anni Pechino ha dimostrato di essere disposta a usare questa posizione come leva geopolitica, introducendo restrizioni all’export di terre rare e altri materiali strategici. Per gli Stati Uniti il rischio è concreto: senza scorte, basta una decisione cinese mirata per bloccare in poche settimane settori chiave come difesa, automotive, batterie, semiconduttori, data center e transizione energetica.
Project Vault non elimina questa dipendenza, ma riduce l’esposizione immediata. Introduce un cuscinetto temporale che consente alle aziende di continuare a produrre durante una crisi, dando allo Stato tempo per reagire, negoziare o riconfigurare le catene di fornitura senza subire un collasso industriale immediato.

**E adesso? **

Nel breve periodo “Project Vault” verrà strutturato operativamente: nomina del CEO, definizione della governance, scelta dei minerali prioritari e avvio degli acquisti sul mercato globale. Le prime scorte serviranno soprattutto a coprire vulnerabilità immediate, non a cambiare gli equilibri della filiera. La dipendenza dalla Cina resterà intatta.

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