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Gli Epstein Files possono danneggiare elettoralmente Donald Trump?

3 min di lettura

Cosa è successo?

Venerdì il Dipartimento di Giustizia ha pubblicato la più grande quantità di documenti di sempre relativi all’inchiesta sul caso Epstein: una gigantesca tranche che comprende tre milioni di pagine di documenti e migliaia di video e immagini. La pubblicazione arriva dopo che il Congresso ne ha ordinato il rilascio lo scorso novembre e il Presidente Trump ha firmato il disegno di legge (cui era inizialmente contrario). La data prevista per il rilascio di quest'ultima tranche di documenti era il 19 dicembre scorso, ossia più di un mese fa. Il New York Times ha fatto notare come il procuratore generale Todd Blanche abbia affermato “che la Casa Bianca non ha avuto nulla a che fare con l'esame dei documenti pubblicati”. ‘Non hanno avuto alcun controllo e non hanno detto a questo dipartimento come condurre la nostra revisione, cosa cercare e cosa censurare o non censurare’".

Perché è importante?

Si tratta di uno scandalo gigantesco, che coinvolge centinaia di nomi più o meno noti della classe dirigente maschile americana e inglese nel traffico sessuale di Epstein. In pratica, appare chiaro che la sua rete di conoscenze e favori fosse estremamente estesa e potente e soprattutto perfettamente consapevole, ove non connivente e compiaciuta, dei traffici e delle feste di Epstein.
Tra i molti nomi compare anche quello del presidente Trump che non ha mai fatto mistero della sua frequentazione con Epstein ma che ha sempre detto e ribadito di aver interrotto ogni rapporto dopo il 2000.
I documenti rilasciati non sembrano smentire questa ricostruzione.
Allo stesso modo, però, non è vero che, come ha detto il presidente Trump, ‘lo assolvono del tutto’. Perché confermano il fatto che i rapporti tra il finanziere e l’allora imprenditore fossero fitti e frequenti e che, verosimilmente, Trump abbia preso parte, o fosse quanto meno a conoscenza, delle feste di Epstein.
Questa cosa, al di là delle reali colpe di Donald Trump, che probabilmente sarà impossibile assodare del tutto e in modo inconfutabile, potrebbe avere un importante effetto elettorale sulla sua base.
Questo per due ragioni:

  • Parte della base di Trump è costituita dalla cosiddetta destra religiosa, ossia una parte di elettorato dall’impronta profondamente cristiana ed evangelica che ha altissimi standard in termini di pudicizia e continenza sessuale e che potrebbe essere, per così dire, delusa dal comportamento di Trump e dalla sua vicinanza con Epstein.
  • Per quanto paradossale possa sembrare, Donald Trump potrebbe essere danneggiato dal fatto che gli Epstein Files non contengano nessuna prova definitiva e fumante della sua colpevolezza. Al contrario, lasciando la questione indefinita, lascia adito a dubbi, speculazioni, ipotesi. Soprattutto alla luce del fatto che per lunghi mesi il presidente ha ostacolato il rilascio dei documenti. Se non ha niente da nascondere, perché lo ha nascosto?

E adesso?

Le prossime settimane ci diranno come e se l’uscita degli Epstein Files eroderà la base del consenso di Trump e come e se questo danneggerà il presidente in ottica elezioni di midterm. Questo è possibile, ma non automaticamente probabile. In primo luogo perché negli Epstein Files compare anche Bill Clinton, esponente di punta del Partito Democratico (che però, a differenza di Trump, ha chiesto a gran voce il rilascio dei documenti), cosa che potrebbe delegittimare in modo eguale e contrario la parte democratica dello spettro politico.
Poi perché, come detto, i file non contengono (come per esempio nel caso di Andrea Manuttenbatten) prove schiaccianti di una sua condotta inappropriata.
Infine perché, per le dinamiche elettorali americane e per la solidità granitica della parte MAGA del Paese, non è detto che questo possa scalfirla. Così come non è detto, possano farlo i disordini di Minneapolis. Potrebbe farlo, invece, l’inflazione.

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