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Frammentazione industriale: l’Europa stretta tra sovraccapacità cinese e vulnerabilità strategica
Cosa è successo?
Il report di Lazard Top Geopolitical Trends in 2026 evidenzia un’accelerazione della frammentazione geopolitica lungo linee industriali, con l’Europa al centro della tensione. Le relazioni UE–Cina entrano in una fase di collisione, spinte dalla sovraccapacità industriale cinese. Gli EV sono il punto di rottura più visibile, ma la pressione si estende a eolico, solare, farmaceutica, macchinari e semiconduttori a nodi maturi. A fronte della scala industriale centralizzata di Pechino, l’UE mostra una volontà politica frammentata, aumentando la probabilità di misure di difesa commerciale, restrizioni negli appalti e strumenti anti-sussidi.
Perché è importante?
La frammentazione non è più principalmente geografica, ma settoriale: il conflitto strategico si concentra dove scala, sussidi e sicurezza si sovrappongono. Questo sposta il baricentro della competizione su filiere specifiche, con impatti diretti su investimenti, prezzi e accesso al mercato. Per l’Europa, il rischio è doppio: erosione dell’industria se non si interviene, oppure perdita di competitività e ritorsioni se si interviene male.
E adesso?
L’UE affronta un dilemma strutturale: difendere la base industriale senza innescare una spirale di ritorsioni o compromettere l’efficienza. Le scelte su trade defense, procurement strategico e politica industriale determineranno se l’Europa emergerà come attore geoeconomico coerente o resterà una potenza regolatoria reattiva. Per dirigenti e policymaker, il tempo di una neutralità settoriale è finito: servono priorità chiare e strumenti mirati.