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Fable e Mythos ancora bloccati: Anthropic aveva dato accesso al modello a 50 enti non comunicati inclusa una telco sospettata di legami con la Cina

Cos’è successo
L'incontro di lunedì non ha portato a nulla. I tecnici di Anthropic hanno presentato alla Casa Bianca le proprie misure di sicurezza, ma il tavolo — guidato dal Commerce e da Chris Fall, capo dell'ente che certifica i modelli — si è chiuso senza intesa; servirà "più di qualche giorno", ammette un funzionario. Fable e Mythos restano bloccati. Amodei e il segretario al Commercio Lutnick sono entrambi al G7 di Évian, in Francia; forse se ne parlerà lì.
Intanto, però, è emerso un retroscena della rottura, e non è (solo) il jailbreak avanzato da Amazon. Settimane fa la lista autorizzata di 111 enti con accesso a Mythos, Project Glasswing, secondo il Washington Post si era gonfiata di una cinquantina di nomi mai comunicati — uno dei quali una società di telecomunicazioni sudcoreana sospettata di legami con la Cina. Già allora Pentagono, CIA e NSA spingevano per i controlli; il jailbreak è stato solo l'ultima goccia. (Anthropic dice di aver revocato l'accesso non appena informata).
Perché conta
Più lo stallo si trascina, più prende forma il regime-non-regime che si temeva: una licenza di fatto sull'AI, che nessuna legge prevede e nessuno strumento regola propriamente — e ora a dirlo è la stessa amministrazione. C'è di peggio, anzi, di una licenza: questo è un "concorso di bellezza", come lo riassume l’analista di area liberista Neil Chilson, sentito da Politico — "lo riconosciamo quando lo vediamo", più imprevedibile di qualsiasi regola scritta.
- La sfiducia ha una radice concreta. Il pasticcio della lista — l'accesso a Mythos finito anche a chi non doveva, telco sospetta inclusa — dà alla paura dell'amministrazione una base reale, non un puro pretesto: il rischio, scrive Lutnick ad Amodei, è che il modello finisca a un'intelligence militare straniera. Resta che la reazione è sproporzionata: per la comunità cyber, a una "multa per eccesso di velocità" si è risposto con "la pena di morte". Le due cose convivono — falla vera, risposta a clava;
- E lo strumento, oltretutto, potrebbe non reggere in tribunale. È la prima volta che il Commerce usa l'Export Control Reform Act del 2018 per un modello AI; ma i modelli non si "esportano", si usano in accesso remoto, che quelle norme non coprono. Tradotto: sanzioni penali minacciate su una base legale traballante. Il potere, di nuovo, esercitato nel vuoto delle regole;
- Persino dentro l'amministrazione il malumore pare essere forte. "Non è affatto volontario", "una licenza ad hoc", dicono lobbisti ed esperti a Politico; e un funzionario stesso: "la stragrande maggioranza qui dentro pensa che sia una pessima idea, a guidarla sono in pochi". L'ordine esecutivo del 2 giugno, che prometteva di mettere ordine nel caos, è già smentito due settimane dopo. La casa del deregolatore è divisa.
Adesso
- Una soluzione, probabilmente, arriverà: Amodei e Lutnick possono trattare al G7, e le condizioni sono note — Anthropic deve rendere conto di chi ha avuto Mythos e blindare Fable. Applicare gli stessi controlli a tutti i laboratori sarebbe "devastante" per la competitività, ammette chi conosce il dossier. Ma più dura, più diventa precedente: "se tra una settimana è ancora tutto bloccato", dice un funzionario, "allora avremo capito che aria tira";
- Il danno alla fiducia, intanto, è già fatto — in entrambe le direzioni. Le aziende firmano contratti di riserva con fornitori non americani, e il "rischio politico" è entrato nei piani industriali: costruire sull'AI statunitense significa ora mettere in conto di restare a piedi da un giorno all'altro;
- Anche se Fable tornasse domani, il precedente resta: un modello di frontiera può sparire per decreto, su basi legali contestate, deciso da un'amministrazione spaccata. E sotto, la domanda che nessuno ha sciolto: chi può usare una tecnologia che corre più in fretta delle regole pensate per governarla?