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Eludendo le sanzioni nel mercato tecnologico, la Germania invia 9.061 transazioni di beni verso la Russia passando dall'India

Cos’è successo
Un'indagine della società di intelligence Strider Technologies ha tracciato circa 50.000 beni sensibili o a duplice uso provenienti da Paesi terzi e instradati verso la Russia attraverso l'India dopo l'invasione su dell'Ucraina da parte della Russia, a partire da febbraio del 2022. Gli analisti hanno incrociato i dati doganali usando codici prodotto standardizzati a livello globale per identificare beni di origine europea successivamente esportati dall'India verso la Russia, rivelando per la prima volta la reale dimensione di questo commercio, che comprende elettronica, macchinari, strumenti di precisione, mezzi di trasporto, metalli e componenti elettrici avanzati.
Tra l'invasione e l'inizio del 2025, il volume di beni sensibili o a duplice uso di origine europea reindirizzati dall'India alla Russia è cresciuto in modo marcato rispetto ai tre anni precedenti l'attacco: +455% per la Svezia, +180% per il Regno Unito, +131% per la Svizzera e +98% per la Francia. In termini assoluti, la Germania resta il principale Paese di origine con 9.061 transazioni nel periodo post-invasione, comunque in calo rispetto alle 14.540 precedenti, mentre la Francia è salita da 1.272 a 2.514 transazioni e la Svezia da appena 151 a 838. L'anno scorso, fibre di carbonio di origine francese, materiale usato in aerospaziale, droni e missili, sono arrivate a un'azienda russa ufficialmente designata come parte del complesso militare-industriale del Paese.
Perché conta
L'India si conferma un canale sempre più rilevante per la tecnologia occidentale sensibile che raggiunge la Russia nonostante le sanzioni, un fenomeno che affonda le radici in legami storici e rischia di intensificarsi con i nuovi accordi commerciali.
- I legami Russia-India risalgono alla Guerra Fredda e restano solidi: secondo Nicholas Fenton del Center for Strategic and International Studies, l'India resta uno dei maggiori acquirenti di armi russe, mentre Mosca fa sempre più affidamento sulle filiere manifatturiere indiane per sostenere il proprio sforzo bellico, al punto che componenti occidentali si trovano regolarmente all'interno di sistemi d'arma e droni russi catturati dagli ucraini;
- Gli accordi commerciali Ue-Regno Unito con l'India rischiano di amplificare il problema: l'accordo commerciale Regno Unito-India è entrato in vigore il 15 luglio, mentre la ratifica del nuovo accordo Ue-India è attesa per l'inizio dell'anno prossimo, aprendo la strada a un uso crescente dell'India come hub manifatturiero da parte delle aziende europee, proprio mentre si approfondiscono anche i partenariati nella difesa tra New Delhi e Londra e Bruxelles;
- La politica "Make in India" facilita l'occultamento delle filiere: secondo il report di Strider, componenti di origine Ue o britannica rischiano di essere assemblati in India in prodotti finiti destinati alla Russia, un rischio concreto vista l'esistenza di joint venture tra il colosso russo della difesa Rostec e partner indiani proprio nell'ambito della spinta manifatturiera "Make in India".
Adesso
- L'applicazione delle sanzioni resterà complicata: secondo Katja Bego di Chatham House, la repressione di questo fenomeno è "molto complicata" data la complessità delle catene di fornitura globali e la proliferazione di tecnologie a duplice uso, mentre le aziende continuano a trovare nuovi modi per eludere i controlli;
- L'Europa ha scarso appetito per un giro di vite con l'India: secondo Bego, Bruxelles ha poco interesse a inasprire i rapporti con New Delhi mentre cerca di diversificare le proprie catene di fornitura allontanandosi dalla Cina, e un'applicazione efficace richiederebbe una condivisione di intelligence molto più stretta tra governi e aziende, risorse che al momento non sono disponibili su vasta scala;
- Le aziende europee dovranno aumentare i controlli sui propri partner: secondo Fenton, le imprese britanniche ed europee "devono essere particolarmente rigorose" nel controllare fornitori e clienti, un compito che richiede un forte coordinamento tra alleati e partner per essere davvero efficace.