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Egitto: ad Assuan il più grande progetto solare d’Africa
Cosa è successo?
Nel sud dell’Egitto, nella regione di Assuan, è partito uno dei progetti energetici più ambiziosi mai realizzati in Africa. La società emiratina AMEA Power ha avviato la costruzione di un impianto fotovoltaico da 1 gigawatt, affiancato da un sistema di accumulo a batterie da 600 megawattora.
Il progetto, noto come Abydos II, rappresenta il più grande impianto solare singolo in Africa e uno dei più avanzati dal punto di vista tecnologico. L’investimento complessivo supera i 600 milioni di euro e coinvolge partner internazionali come International Finance Corporation e la Cassa Depositi e Prestiti, anche nell’ambito del Piano Mattei. L’entrata in funzione è prevista per il 2026.
Perché è importante?
Questo progetto segna un cambio di scala per l’energia rinnovabile in Africa. Non si tratta solo di un grande impianto solare, ma di un’infrastruttura capace di garantire continuità energetica grazie all’integrazione tra produzione fotovoltaica e sistemi di accumulo.
Per l’Egitto, l’impianto di Assuan è un tassello centrale nella strategia di diversificazione energetica. Il Paese è storicamente dipendente da gas e fonti fossili, ma la crescita della domanda interna e i costi della volatilità energetica globale rendono sempre più urgente una transizione verso fonti rinnovabili su larga scala. Un progetto di queste dimensioni riduce la dipendenza dalle importazioni, abbassa i costi di produzione nel medio periodo e rafforza la sicurezza energetica nazionale.
C’è poi una dimensione geopolitica. Investimenti di questo tipo mostrano come l’Africa non sia più solo destinataria di aiuti, ma uno spazio centrale per capitali, tecnologia e competizione internazionale nel settore dell’energia pulita. L’Egitto si posiziona come hub regionale per le rinnovabili nel Nord Africa.
Infine, l’impatto è anche sociale ed economico. La costruzione e la gestione dell’impianto generano occupazione locale, trasferimento di competenze e infrastrutture che restano sul territorio.
E adesso?
Nei prossimi mesi il focus sarà sul rispetto dei tempi di costruzione e sull’integrazione dell’impianto nella rete elettrica egiziana. Se Abydos II entrerà in funzione come previsto nel 2026, diventerà un caso di studio per nuovi progetti solari con accumulo in Africa, accelerando investimenti simili in altri Paesi.
Per l’Egitto, il successo del progetto rafforzerebbe il ruolo del Paese come piattaforma energetica regionale, mentre per i partner internazionali, tra cui l’Italia, rappresenterebbe una prova concreta che la cooperazione su energia, clima e sviluppo può produrre risultati strutturali e non solo annunci politici.