News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE
Dopo la caduta: la geopolitica criminale post-Maduro
Cosa è successo?
Nella notte del 3 gennaio 2026, un’operazione militare-giudiziaria statunitense ha portato alla cattura e al trasferimento negli Stati Uniti di Nicolás Maduro e della moglie, con accuse di narcoterrorismo, traffico di droga e armi. Come osserva Irene Mia (Armed Conflict Survey), l’azione segna un salto di qualità nella proiezione di potere di Washington nell’emisfero occidentale, coerente con una dottrina che privilegia coercizione e sicurezza delle risorse rispetto a sovranità e diritto internazionale. Il precedente storico è Panama 1989, ma il contesto è diverso: competizione tra grandi potenze, ritorno delle sfere di influenza ed espansione delle reti criminali transnazionali.
Perché è importante?
Il Venezuela non era solo un regime autoritario, ma un hub criminale sistemico. Il collasso economico-istituzionale ha fuso potere politico, apparati di sicurezza e criminalità. Nel 2024 l’economia illecita valeva circa il 16% del PIL. Droga, miniere illegali, estorsioni, traffico d’armi e riciclaggio convivevano in una pax mafiosa sostenuta dal patronato statale. Operavano attori domestici e transnazionali, dal Tren de Aragua a ELN/FARC dissidenti, fino a Hizbullah, con connessioni geopolitiche verso Russia, Iran e Cina. La decapitazione del regime, avverte Mia, non smantella il sistema: rischia di frammentarlo, aprendo competizioni violente per territori e rendite, con alto rischio di spillover lungo i 2.200 km di confine con la Colombia.
E adesso?
Il paradosso è che la “guerra alla droga” può aumentare l’insicurezza regionale. Le reti criminali si adatteranno: meno dipendenza dalle rotte tradizionali, più diversificazione (mining illegale, crimini ambientali, tratta, cyber-scam) e innovazioni logistiche (droni, corridoi alternativi). Il segnale agli altri cartelli è chiaro: gli USA sono pronti a intervenire. La risposta probabile non è deterrenza, ma adattamento strategico: più infiltrazione politica, più corruzione, maggiore capacità difensiva. Senza cooperazione regionale, intelligence condivisa e contrasto ai flussi finanziari, l’approccio unilaterale rischia di rafforzare le stesse reti che intende colpire. In breve: la caduta di Maduro non chiude un capitolo. Ne apre uno più instabile e meno governabile per l’intero emisfero occidentale.