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Dalla guerra in Ucraina al Golfo: gli intercettori low-cost che possono cambiare la difesa aerea
Cosa è successo?
Il Pentagono e almeno un governo del Golfo sono in trattative per acquistare droni intercettori di fabbricazione ucraina, allo scopo di difendersi dagli attacchi dei droni iraniani Shahed. Dopo che USA e Israele hanno attaccato l'Iran, Teheran ha risposto lanciando centinaia di Shahed contro gli Stati del Golfo, che li stavano abbattendo con costosi missili Patriot PAC-3. Le scorte di questi missili si stanno però esaurendo rapidamente, e i Paesi coinvolti guardano ora all'esperienza ucraina come soluzione alternativa. Un drone Shahed ha già colpito un'antenna satellitare alla base navale USA di Manama, in Bahrain, centro operativo dell'intera Marina americana nel Medio Oriente. Un attacco in pieno giorno, definito "sconvolgente" da un ex ufficiale della Quinta Flotta, ovvero il comando navale degli Stati Uniti responsabile di tutto il Medio Oriente.
Perché è importante
L'Ucraina ha sviluppato intercettori di massa dal costo di poche migliaia di dollari capaci di abbattere gli stessi Shahed che Russia e Iran producono in serie: uno Shahed costa 30.000 dollari, un PAC-3 oltre 13,5 milioni. Questa expertise non è nata in un laboratorio, ma sul campo: dall'inizio dell'invasione su larga scala nel 2022, l'Ucraina si è trovata costretta a fare affidamento su tecnologie drone economiche per compensare lo schiacciante vantaggio russo, diventando suo malgrado la nazione più avanzata al mondo nella guerra dei droni dopo quattro anni di guerra totale. Sistemi come lo Sting, il Merops e il Tytan sono già operativi con risultati concreti. Se Qatar ed Emirati adottassero questi intercettori al posto dei PAC-3, si libererebbero scorte di missili Patriot che potrebbero essere reindirizzate verso l'Ucraina, che ne ha urgente bisogno contro i missili russi avanzati.
E adesso?
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha già contattato personalmente Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani, Emiro del Qatar e Mohammed bin Zayed al-Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti e de facto uomo più potente della federazione emiratina, per discutere la cooperazione anti-drone. Zelensky ha dichiarato pubblicamente che l'Ucraina possiede l'expertise anti-Shahed più avanzata al mondo. Le trattative con il Pentagono sono descritte come "sensibili" da funzionari ucraini, ma l'interesse è reale e crescente. Il problema principale rimane la velocità: l'Iran avrebbe accumulato decine di migliaia di Shahed, e lancia ora anche i nuovi Geran-3 a reazione che volano a oltre 550 km/h, troppo veloci per gli intercettori attuali ucraini. La finestra per costruire una difesa efficace e scalabile è stretta, e quello che succederà nelle prossime settimane tra industria ucraina, Pentagono e Paesi del Golfo potrebbe ridisegnare gli equilibri della difesa aerea globale a basso costo.