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Critical drugs e filiere fragili: l'Ue scopre che la sovranità sanitaria non si compra all’ultimo minuto

Cos’è successo
L’Europa sta provando a ricostruire pezzi di autonomia sanitaria: il Critical Medicines Act, il ritorno della produzione farmaceutica strategica, le scorte comuni, la riduzione delle dipendenze da API e principi attivi prodotti fuori dal continente. Ma intanto lo scenario globale cambia più velocemente.
Gli Stati Uniti discutono meccanismi come il Most Favoured Nation pricing, che punta ad abbassare i prezzi americani dei farmaci prendendo a riferimento quelli pagati altrove. Tradotto: se Washington prova a scaricare parte del costo dell’innovazione sugli altri mercati, l’Europa rischia di trovarsi stretta tra prezzi più bassi, accesso più lento e minore attrattività per lanci e investimenti.
Perché conta
- La sovranità sanitaria non è uno slogan. È una filiera: ricerca, produzione, materie prime, autorizzazioni, procurement, prezzi, rimborso, stock e capacità di reagire agli shock. Il Covid lo ha mostrato sui vaccini; le carenze di antibiotici, anestetici e farmaci oncologici lo stanno mostrando sui medicinali essenziali;
- Il punto è che l’Europa ha spesso trattato il farmaco come una voce di spesa da contenere più che come infrastruttura strategica. Ma se produci poco, dipendi da supply chain esterne e paghi meno degli altri grandi mercati, diventi vulnerabile due volte: quando manca il prodotto e quando l’innovazione arriva tardi. Critical drugs e filiera farma sono quindi un test politico;
- L’Europa vuole solo evitare carenze, o vuole tornare a essere un luogo dove si sviluppano, producono e lanciano farmaci strategici?
Adesso
- La partita si gioca su tre livelli. Primo: capire quali farmaci sono davvero critici e garantire produzione o approvvigionamento europeo, non solo liste e buone intenzioni. Secondo: usare acquisti pubblici e incentivi industriali per rendere conveniente produrre in Europa anche quando l’Asia costa meno. Terzo: trovare un equilibrio sui prezzi;
- Se l’Europa resta solo il mercato che paga poco e regola molto, rischia di perdere priorità. Se invece collega accesso, valore clinico e sicurezza industriale, può trasformare la politica farmaceutica in politica strategica;
- La domanda non è se l’Europa debba proteggersi. E se è disposta a pagare il costo reale della propria autonomia.