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Cos’è l’Iniziativa dei Tre Mari e perché l’Italia vuole entrarci ora

2 min di lettura

Cos’è successo?

Il 20 gennaio la Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati ha approvato la risoluzione che impegna il Governo italiano ad avviare le iniziative necessarie per l’adesione dell’Italia all’Iniziativa dei Tre Mari (Three Seas Initiative – 3SI). Per la prima volta il Parlamento chiede esplicitamente di colmare un’assenza che, negli ultimi anni, è diventata sempre più evidente.
La Iniziativa dei Tre Mari, nata nel 2015, riunisce oggi 13 Paesi dell’Unione Europea lungo l’asse Baltico-Adriatico-Mar Nero, con l’obiettivo di rafforzare connessioni e investimenti infrastrutturali, energetiche e digitali lungo la direttrice nord-sud del continente.

Perché è importante?

Questa risoluzione è importante perché riguarda il posizionamento strategico dell’Italia in Europa.
Negli ultimi anni, la geografia economica e geopolitica del continente si è spostata. L’Europa centro-orientale è diventata un’area chiave per crescita, industria, sicurezza energetica e infrastrutture. Restare fuori dalla 3SI ha significato, per l’Italia, rinunciare a incidere su uno dei principali assi di sviluppo europei, lasciando spazio ad altri attori.
L’adesione ai Tre Mari si inserisce inoltre in una visione più ampia, che mette in relazione tre piattaforme complementari: la 3SI, l’IMEC (India-Middle East-Europe Economic Corridor) e l’Iniziativa Centro-Europea (InCE). Letti insieme, questi strumenti disegnano un vero sistema di corridoi in cui l’Italia può tornare a essere una cerniera tra Nord e Sud, Est e Ovest.
Grazie a questa iniziativa, Trieste assumerebbe un valore simbolico e operativo. Il porto oggi dispone di collegamenti ferroviari diretti con il cuore industriale europeo e di nuove rotte strategiche, come il servizio transatlantico Dragon di MSC verso la costa orientale degli Stati Uniti. La 3SI renderebbe strutturale questo ruolo, rafforzando la competitività delle imprese italiane rispetto ai grandi nodi logistici del Nord Europa.
C’è poi una dimensione geopolitica. In un contesto segnato dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni nel Mediterraneo e dalla competizione tra grandi potenze, le infrastrutture sono potere. Corridoi energetici, porti, ferrovie e reti digitali definiscono alleanze, dipendenze e autonomie. Entrare nei Tre Mari significa incidere su queste scelte.

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