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Con Fable 5 e Mythos 5 ancora bloccati, Anthropic e Washington costruiscono il primo framework per decidere quando il governo può intervenire

Cos’è successo
A una settimana dal blocco che ha tolto dal mercato Claude Fable 5 e Mythos 5, i due modelli di punta di Anthropic, l’accesa disputa con la Casa Bianca sta pian piano cambiando oggetto. Secondo un'esclusiva di Politico, azienda e governo non stanno più trattando solo la revoca del ban, ma finalmente scrivendo — insieme — un framework per misurare la gravità delle falle di sicurezza dei modelli (i "jailbreak", cioè i modi per aggirarne le protezioni) e stabilire quando e come il governo possa intervenire. Un metro condiviso, fatto di benchmark misurabili: quanto sono stati bypassati i guardrail, quali capacità si sbloccano, quali le conseguenze pratiche, quali le responsabilità.
Il ban resta in piedi e una soluzione non c'è ancora; ma il passaggio da scontro a esercizio tecnico è, di per sé, il segnale che il negoziato avanza. Al tavolo, per Anthropic, ci sono Sarah Heck (capo delle policy) e il co-founder Tom Brown; per il governo, il segretario al Commercio Howard Lutnick e il National Cyber Director Sean Cairncross.
Perché conta
Il problema è serio, e finalmente si prova ad affrontarlo come tale. Mythos è un'arma vera, lo scriviamo da mesi; e dopo una settimana di strattoni — l'export usato come clava, i novanta minuti di preavviso, le accuse incrociate — vedere le due parti sedute a definire un criterio è il primo passo adulto da quando la crisi è esplosa. È, forse, l'inizio di ciò che finora mancava — un modo pratico e condiviso per dire quanto è grave una falla (e sapere come agire in modo ordinato), invece di deciderlo a colpi di telefono.
- Il guadagno di avere un metro al posto di un interruttore capriccioso si spiega da sé. Un sistema di benchmark condivisi serve esattamente a trasformare un disaccordo (tecnico o ideologico) in una misura, così che la prossima volta non occorra un braccio di ferro per stabilire se una falla vale una pausa, una patch o niente; e soprattutto farlo a monte, prima che un modello venga pubblicamente rilasciato. È, in piccolo, l'infrastruttura che Anthropic invoca da sempre e che l'amministrazione "anti-regole" si era rifiutata di costruire;
- Proprio per via dell’importanza di questo genere di regole, oltre ad un braccio del Governo (il Department of Commerce) è il Congresso a voler essere coinvolto. Da cui l’invio di una lettera bipartisan da quattro deputati — i californiani Liccardo, Lieu e Obernolte, più Franklin — che chiede a Lutnick di spiegare entro fine settimana che analisi sia stata fatta, quali "distinzioni di principio" separino un modello da un altro e se lo stesso trattamento attenda gli altri lab (il modello cyber di OpenAI, per dire). Cosa naturalmente giusta in principio, dacché la questione investe tutti i lab di frontiera, non solo Anthropic;
- Che ad avanzare le prime proposte concrete siano proprio Anthropic e Washington è meno paradossale di quanto sembri, però. È del tutto normale, sano perfino, che a un tavolo di questa portata sieda il CEO del lab più avanti del momento — come vi siederanno Altman o Hassabis quando toccherà a loro — proprio per evitare che anche accuse lacunose sul piano tecnico, come quella che ha scatenato tutto il putiferio, vengano meno. Il Governo federale e il Congresso hanno assoluta necessità di comprendere gli aspetti tecnici fino in fondo (come il fatto che nessun modello AI possa essere in principio impenetrabile al 100%), proprio da poter fornire agli eventuali enti preposti gli strumenti di enforcement corretti.
Adesso
- La storia è ancora in evoluzione e le negoziazioni sono in corso, senza un calendario formale e, come abbiamo detto, una revoca del ban. Le parti appaiono tuttavia fiduciose sul ripristino in tempi brevi, accompagnato proprio dalle regole (almeno abbozzate) che sancirebbero la sicurezza di Fable (e, ancor di più, quella di Mythos per i clienti più critici, come i ricercatori in ambito cyber o bio);
- Insieme alla clearance, c’è l’aspetto parallelo dell’accesso, che continuerà a farsi spinoso. La stessa settimana del blocco, stando a Bloomberg, i circa 200 membri di Project Glasswing — da Cisco a JPMorgan — hanno continuato a usare Mythos Preview, che essendo formalmente diverso da Claude 5 Mythos/Fable non era soggetto al ban; mentre all'ENISA, l'agenzia cyber europea che stava per entrare nel programma come primo ente UE, l'accesso è stato bloccato;
- Lezione, questa — qualora ce ne fosse ancora bisogno — che ribadisce l’importanza di un'alleanza abbastanza solida tra le due sponde dell’Atlantico da impedire che l'accesso a un'infrastruttura critica veda l’Europa sempre in seconda battuta. Se i modelli ricevono l’ok iniziale — anche se da enti americani — è imperativo che l’Unione Europea abbia un accesso garantito. Ed è su questo accesso che bisogna lavorare.