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Commissione UE: piano di investimenti per regioni al confine est
Cosa è successo?
La Commissione europea ha presentato oggi un nuovo piano di investimenti destinato alle regioni dell’UE che si trovano vicino alla frontiera con Russia, Bielorussia e Ucraina, e che stanno subendo un forte impatto economico a causa della guerra.
A tale proposito si è espresso Milan Majerský, governatore della regione slovacca di Prešov, che ha detto: “abbiamo bisogno di accesso diretto ai fondi UE e di una strategia che rifletta la realtà sul campo”. Nella Slovacchia orientale il PIL pro capite è poco sopra il 54% della media UE e la guerra ha aggravato fragilità già esistenti.
Perché è importante?
Il piano della Commissione Europea non è solo economico, è strategico. A Bruxelles temono che se le regioni più orientali dell’Unione Europea si spopolano e si impoveriscono, l’UE perda non solo coesione economica ma anche capacità di difesa della frontiera.
Il problema è che la strategia presentata dal commissario europeo Raffaele Fitto non prevede nuovi fondi: il bilancio europeo attuale, in scadenza nel 2028, è già sotto pressione. Questo rende il piano più una riallocazione di risorse che un nuovo impegno finanziario.
E adesso?
La partita si sposta sul bilancio UE 2028-2034. I Paesi baltici vogliono usare il piano della Commissione Europea per ottenere fondi dedicati alle regioni di confine orientali nel prossimo budget: “ci aspettiamo che le nostre specificità siano riflesse nei negoziati”, ha detto il ministro lituano Sigitas Mitkus.
Intanto parte la piattaforma EastInvest voluta dal commissario Fitto: niente nuovi soldi, ma uso dei fondi regionali come garanzie per attivare prestiti della BEI e di altre banche pubbliche, così da offrire credito agevolato alle imprese vicino a Ucraina. La vera sfida sarà inserire queste priorità nel futuro Fondo Europeo per la Competitività da 410 miliardi di euro.