News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE
Come la Guerra ha rallentato la crescita economica europea
Cosa è successo?
un recente report della Commissione Europea ha messo in luce come la guerra abbia depresso, soprattutto nelle aree orientali, la fase di ripresa dal Covid e la conseguente- prima prevista, poi sfumata- crescita.
Agli effetti sui paesi più vicini (che hanno subito gli effetti peggiori in termini di sicurezza/incertezza, assorbimento di profughi/aumento dei costi dello stato sociale, produzione/spesa militare) si sommano anche gli effetti che la guerra ha avuto sui Paesi più distanti dal fronte come Germania, Italia, Francia. Questi, soprattutto, hanno avuto difficoltà legate al picco inflattivo dovuto alla summa di ripresa post-covid e aumento dei costi dell’energia (conseguenza diretta della guerra), con conseguenze su produzioni industriali, reddito, stabilità sociale.
Perché è importante?
Perché mostra come il forte legame, che di fatto era una dipendenza, tra UE e Russia in merito alle forniture di combustibili fossili ha reso- almeno per i primi mesi della guerra- la posizione negoziale dell’UE particolarmente fragile. In particolare questo si è verificato in Germania, Paese che fondava la sua produzione industriale sulla certezza di ampie forniture di gas.
Le difficoltà di approvvigionamenti energetici, sommatasi al picco inflattivo conseguenza della ripresa post-Covid, hanno innescato dinamiche di insoddisfazione sociale che si sono ripercosse sui governi locali e su quello europeo.
Allo stesso tempo, però, proprio la difficoltà di reperire gas ha fatto da acceleratore per la transizione energetica, resasi, più che un'esigenza di tutela climatica, una necessità politica.
E adesso?
Oggi la situazione economica e politica è profondamente diversa da quella che era nel 2022. In parte lo è proprio per effetto della guerra.
Così, laddove prima c’erano solide partnership economiche (come quella tra UE e Russia) ora ci sono sanzioni e embarghi; laddove c’erano storiche amicizie politiche (come tra UE e USA) ora ci sono diffidenza e freddezza.
Così in questo quadro è possibile leggere sia i segnali di una nuova incertezza che, nel breve periodo, potrebbe ulteriormente indebolire le economie europee.
Allo stesso tempo, però, proprio la fine di equilibri consolidati da decenni potrebbe portare l’UE, nelle giuste condizioni, a mettere in moto azioni e investimenti che potrebbero rafforzarne la resilienza e l’autonomia economica.