News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE
Come l'Europa può trarre vantaggio dalla restrizione sui visti H1B imposta da Trump
Cosa è successo?
A fine settembre 2025, il presidente Donald Trump ha annunciato una nuova politica anti immigrazione che impone una tariffa una tantum di 100.000 dollari per le nuove petizioni H-1B. Si tratta di una decisione molto controversa, dal momento che, tipicamente i visti H-1B sono quelli riservati ai lavoratori altamente qualificati dei settori sanitario o STEM.
Il fatto che Trump abbia deciso di ridurre questo tipo di immigrazione potrebbe ridurre l’ingresso di forza lavoro qualificata negli USA e di conseguenza ridurre la spinta innovativa degli USA con importanti ripercussioni sull’economia, tanco che dopo l'annuncio di Trump di settembre la banca d'investimento tedesca Berenberg ha abbassato la sua stima di crescita economica statunitense per il 2025 dal 2% di inizio anno all'1,5%.
L’UE, nelle giuste condizioni, potrebbe beneficiare di riflesso di questa stretta USA sull’immigrazione qualificata.
Perché è importante?
Le restrizioni USA aumentano i costi operativi per il tech americano del 20-30% e per questo potrebbero spingere le aziende a espandersi in Europa per aggirare barriere e accedere a talenti deviati dagli USA. Uno scenario da cui l'Unione Europea potrebbe trarre significativi benefici, attirando talenti scientifici e professionali, in un contesto di fuga di cervelli globale verso destinazioni più accoglienti. Per questo però serve che in Europa si verifichino le condizioni adatte ad accogliere i nuovi talenti, in un contesto di “brain drain”. La Commissione europea ha lanciato a maggio 2025 la campagna "Choose Europe", rivolta specificamente a scienziati e accademici USA "minacciati" dalle politiche Trump, offrendo incentivi finanziari, contratti più lunghi, meno burocrazia e garanzie legali sulla libertà di ricerca, nel tentativo di porsi come hub alternativo per esperti in AI, IT e cloud. La Germania, in particolare, sta accelerando, tanto che il cancelliere Friedrich Merz ha discusso con Narendra Modi di attrarre talenti indiani (che ad oggi sono il 71% delle H-1B).
E adesso?
La stretta sui visti decisa da Trump potrebbe essere, se debitamente sfruttata, un importante volano di crescita per l'UE e potrebbe consentirle di colmare almeno parte dei gap tecnologici che sino ad ora ne hanno rallentato la crescita. Affinché questo accada, si ritiene però necessario che si creino anche le condizioni adatte alla crescita di aziende e di realtà innovative e tecnologiche adatte a tutti questi talenti rifiutati, per così dire, dagli USA. E questo, sino ad ora, non sembra essersi verificato. Infatti, in Europa i talenti creativi e le persone altamente formate non sono mai mancati. Anzi, tipicamente molti elementi ben formati europei si recano negli USA proprio per avere opportunità lavorative che qui non trovano, con buoni requisiti in termini di stipendio e possibilità di impresa (28imo regime). Il successo elettorale di forze xenofobe e apertamente razziste potrebbe essere un ostacolo.