News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE
Clima e geopolitica dell’informazione: la disinformazione come strumento di potere
Cosa è successo?
Il briefing Understanding the Global Climate Disinformation Landscape and Strengthening the EU’s Response del NewClimate Institute mostra che la disinformazione climatica ha cambiato natura. Non si concentra più sulla negazione scientifica del cambiamento climatico, ma sul sabotaggio delle politiche, presentando l’azione climatica come economicamente dannosa o come imposizione geopolitica. Attori statali ostili, in particolare la Russia, diffondono attivamente narrazioni che descrivono la diplomazia climatica dell’UE come una forma di “imperialismo occidentale”, soprattutto in Africa e nei Paesi emergenti. La chiusura del Global Engagement Center del Dipartimento di Stato USA ha inoltre creato un vuoto di capacità nel contrasto alla manipolazione informativa straniera, aumentando la pressione sull’Unione europea. In parallelo, la disinformazione climatica è ormai riconosciuta come minaccia alla sicurezza da NATO, Nazioni Unite e G20, ed è inserita tra i principali rischi globali nei report ONU.
Perché è importante?
Il clima è entrato a pieno titolo nella geopolitica dell’informazione. Il controllo delle narrazioni climatiche influenza oggi la credibilità diplomatica, la coesione delle alleanze e la capacità di incidere nel Sud globale. La disinformazione non colpisce solo l’opinione pubblica, ma erode il consenso politico necessario per accordi multilaterali su clima, energia e sviluppo, indebolendo l’architettura cooperativa costruita negli ultimi decenni.
E adesso?
La diplomazia climatica non può più limitarsi a finanza e trasferimento tecnologico: deve integrare difesa informativa, costruzione di fiducia e legittimità narrativa. Per l’UE questo implica rafforzare capacità di monitoraggio, risposta e comunicazione strategica, coordinandosi con partner internazionali. Senza un contrasto efficace alla disinformazione, anche le politiche climatiche più ambiziose rischiano di perdere sostegno e di diventare geopoliticamente vulnerabili.