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Claude resta fuori dai contratti militari Usa

3 min di lettura

Cosa è successo

L'8 aprile il D.C. Circuit Court of Appeals ha negato ad Anthropic la sospensiva della designazione a supply-chain risk fondata sul §4713 — il secondo dei due statuti su cui il Pentagono ha costruito la propria azione. La decisione stride con l'ingiunzione preliminare concessa il 26 marzo scorso dal tribunale californiano sul §3252. Due corti, direzioni opposte.


Anthropic resta così esclusa dai contratti DoD — i contractor non possono usare Claude per lavori con il Dipartimento della Guerra — mentre il divieto verso le altre agenzie federali rimane sospeso. Il D.C. Circuit ha però fissato un calendario accelerato, con l’udienza fissata al 19 maggio e gli atti da depositare entro inizio mese.

Perché è importante

Pur riconoscendo che Anthropic subirà "qualche danno irreparabile" senza la sospensiva, il panel l'ha comunque negata: costringere l'esercito a prolungare i rapporti con un "fornitore indesiderato" in mezzo a un conflitto attivo (Iran) è un'imposizione che nessuna corte impone volentieri ai comandi militari. I giudici Katsas e Rao — nomine Trump con un orientamento comune verso posizioni espansive sull'autorità esecutiva — erano due delle tre voci del panel, e l'esito era prevedibile.


L'ordinanza cita la lettera interna di Amodei ai dipendenti in cui celebrava di essere "i secondi nell'App Store" grazie alla disputa, e un articolo che stimava i $200 milioni persi come "la migliore spesa di marketing della Silicon Valley degli ultimi anni". La corte non nega che i danni siano irreparabili in senso tecnico-giuridico — e anzi, li riconosce — ma li usa per sostenere che il quadro di emergenza non fosse così stringente: chi sale in classifica grazie allo scontro con il Pentagono ha poca voce in capitolo quando chiede un rimedio straordinario.


Nell'assegnare il calendario accelerato, la corte ha identificato tre nodi che le parti dovranno affrontare nel merito. I primi due riguardano la giurisdizione e se esista una "covered procurement action" ai sensi del §4713. Il terzo è quello su cui nessun tribunale si è mai pronunciato: "se, e in che modo, Anthropic sia in grado di influenzare il funzionamento dei suoi modelli prima o dopo che i modelli — o i relativi aggiornamenti — vengano consegnati al Dipartimento".


Una volta che Claude è nelle mani del cliente, i guardrail di Anthropic possono essere fatti rispettare oppure è l'acquirente a dover potere disporre del modello come crede? La risposta dipende da una distinzione che il diritto esistente non ha ancora inquadrato, ovvero se un modello AI sia un prodotto — comprato e posseduto — o un servizio in licenza, con le condizioni del fornitore che restano in piedi. Il panel chiede alle parti di trovare una risposta entro maggio.

E adesso?

Il 19 maggio le argomentazioni di Anthropic si misureranno nel merito, davanti alla stessa corte e con la medesima composizione del panel. Se Anthropic dovesse perdere, la strada porterebbe alla Corte Suprema o a un riesame en banc dell’intero collegio del D.C. Circuit. L’avvocato Charlie Bullock, che segue il caso per l'Institute for Law and AI, ritiene probabile che Anthropic preferisca attendere la decisione nel merito piuttosto che impugnare il diniego della sospensiva.


Nel frattempo, questo doppio binario pesa su chiunque operi su contratti federali che toccano il DoD. Aziende che lavorano con entrambi stanno già scegliendo se mantenere o abbandonare Claude nei propri sistemi per non rischiare frizioni con il Pentagono.

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