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Claude Mythos non ha "sfondato" i sistemi classificati dell'NSA: cosa è successo davvero

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Claude Mythos non ha "sfondato" i sistemi classificati dell'NSA: cosa è successo davvero

Cos’è successo

Per qualche giorno una frase ha fatto il giro del web: Claude Mythos, il modello più potente di Anthropic, avrebbe "sfondato quasi tutti i sistemi classificati" del governo americano, e l’avrebbe fatto "in ore, non settimane". Letta così, suonava un po’ come Skynet. In questi giorni, però, il New York Times e l’Associated Press hanno ricostruito cosa è successo realmente, e la storia è al tempo stesso più prosaica e più interessante.

La frase nasce da un'audizione dell'11 giugno, ripresa dall’Economist: il senatore Mark Warner riferisce che il generale Joshua Rudd, capo di NSA e Cyber Command, gli avrebbe detto quelle parole su Mythos. Ma — confermano ora i funzionari — Warner aveva semplificato: i test erano un parte di un classico esercizio di "red-teaming", e Mythos, pur trovando le falle in fretta, non ha effettivamente sfondato nulla. Poi, nel frattempo, l'NSA ha anche perso accesso al modello.

Perché conta

La catena di trasmissione è un caso di scuola di come nascono e si gonfiano certi claim, che con l’AI hanno terreno fertile proprio perché la materia è estremamente seria alla base, e spingersi oltre non fa sempre scattare i pur necessari dubbi (e le conseguenti verifiche).

  • Per cominciare, a ogni passaggio la frase ha perso un pezzo di contesto. Rudd parla a Warner a porte chiuse; Warner la riassume in audizione ("in ore, non settimane"); l'Economist la cita per dare il senso della potenza del modello; online diventa "un'AI ha bucato l'NSA da sola". A spezzare la catena è stato poi lo stesso autore del pezzo, Shashank Joshi, che ha ammesso di non aver aggiunto i dovuti caveat e ha poi riferito che, secondo un funzionario, Warner aveva frainteso Rudd. Il pezzo mancante: nei test i "red team" — gli hacker autorizzati che stressano i sistemi per trovarne i buchi — partono già con un accesso iniziale alle reti classificate, isolate da internet. Mythos non è entrato da fuori; ha accelerato chi era già dentro;
  • Mythos non è Skynet, ma non è nemmeno niente, come ben sappiamo. È un moltiplicatore di forza. Aggiunto agli strumenti dei red team, li ha effettivamente resi molto più rapidi a trasformare una falla nota in un attacco funzionante — e non solo più rapidi: capaci di concatenare le vulnerabilità a una scala fuori dalla portata di una squadra umana, al punto che gli analisti dell'NSA, racconta il NYT, ne sono rimasti "sbalorditi". Fuori dai sistemi classificati la capacità è concreta e verificabile, come già ampiamente documentato — negli ultimi giorni, con Mythos Preview (non soggetto al ban), un ricercatore ha appena scovato in Squid (un software di rete diffusissimo) una nuova falla, rimasta nascosta per ventinove anni. Un fenomeno che continuerà a ripresentarsi, e a farlo con via via maggiore intensità;
  • Fissarsi sul solo Mythos è infatti un errore di prospettiva. La capacità di usare l'AI per trovare e sfruttare le falle non resta circoscritta ad un modello o un'azienda. Pochi giorni fa Z.ai, la cinese ex Zhipu, ha rilasciato GLM-5.2, modello open weight (leggasi: chiunque può scaricarlo e modificarlo), e su alcuni test di coding batte anche GPT-5.5 a un sesto del costo. È dietro la frontiera, con un lag; ma il lag si accorcia. Modelli anche più potenti di Mythos sono dietro l’angolo; e continueranno ad arrivare. Tanto chi grida al disastro quanto chi minimizza guarda il singolo modello, non la curva su cui sta; che sale e si estende, ad alleati e avversari.

Adesso

  • L'ironia più amara è che, mentre si discuteva di quanto Mythos fosse pericoloso, gli Stati Uniti l'hanno tolto di mano ai propri difensori. I red team dell'NSA usavano il modello attraverso Project Glasswing, il programma di accesso selettivo di Anthropic; col blocco dell'amministrazione quell'autorizzazione è saltata, e venerdì gli analisti sono stati avvisati che Mythos non c'era più;
  • Più di cento tra dirigenti ed esperti della cybersicurezza hanno chiesto a Trump di revocare la direttiva, perché toglie ai difensori l'arma migliore ben più di quanto danneggi gli avversari. È lo stesso paradosso che i Five Eyes — l'alleanza d'intelligence di USA, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda — hanno fotografato pochi giorni fa;
  • Mythos e Fable, al momento, rimangono bloccati, e il sospetto è che anche le nuove versioni dei modelli concorrenti — come il già annunciato Gemini 3.5 Pro e GPT-5.6 di OpenAI — stiano ritardando il loro arrivo sul mercato proprio perché incerti sulla possibilità di distribuirli senza restrizioni. Al momento, le regole continuano a essere non scritte; ma è chiaramente una situazione che dovrà essere gestita in (relativamente) poco tempo. E, mentre la frontiera cinese recupera terreno, ogni giorno è cruciale.

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