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Claude Mythos completa attacchi in 32 fasi e basta un bug dei sistemi per colpire in poche ore

Cosa è successo
L'AI Security Institute britannico (AISI) — il laboratorio governativo incaricato di valutare i modelli AI prima del rilascio — ha pubblicato i risultati dei propri test su Claude Mythos Preview. Mythos è il primo modello a completare dall'inizio alla fine una simulazione di attacco a rete corporate in 32 fasi, in 3 tentativi su 10, con una media di 22 passi su 32. Nel paper, l'AISI documenta la progressione storica: i modelli disponibili ad agosto 2024 completavano in media 1,7 passi; Opus 4.6, il predecessore diretto di Mythos, ne completa 15,6 a parità di budget computazionale. La traiettoria è ripida e senza plateau visibile all'aumentare delle risorse impiegate.
Nel frattempo, Politico ha interpellato otto agenzie nazionali di cybersicurezza nell’Europa continentale per capire il loro stato di preparazione a Mythos: solo la Germania ha riferito di essere in dialogo con Anthropic, e nessuna agenzia ha potuto testare il modello. Il contrasto con il Regno Unito, dove l'AISI ha avuto accesso e ha già agito sulle proprie conclusioni, parla da solo.
Perché è importante
Tutti i test dell'AISI sono stati condotti senza difensori attivi e senza penalità per gli alert generati — condizioni che simulano sistemi "piccoli, scarsamente difesi e vulnerabili". Contro infrastrutture presidiate con monitoraggio attivo, le valutazioni non forniscono al momento evidenza, benché gli allarmi suonati dalle banche centrali, i Tesori e gli istituti di credito sui due lati dell’Atlantico — per non parlare del coinvolgimento di competitor come Google dentro Project Glasswing — parlino chiaro. Mythos non è un gioco.
Già rispetto a dodici mesi fa, scrive il Wall Street Journal, le bug submission alle piattaforme di segnalazione sono cresciute del 76%; il tempo medio per i fix è passato da 160 a 230 giorni, mentre è crollato quello tra scoperta di una vulnerabilità e primo exploit, da 847 giorni (otto anni fa) a 23 giorni nel 2025 a meno di un giorno quest'anno.
L'esclusione delle agenzie europee dai primi colloqui con Anthropic è la rappresentazione di un gap di governance doppiamente pericoloso, dunque. Il codice open source che sorregge internet è universale, e le vulnerabilità che Mythos trova riguardano sistemi usati in ogni Paese. Chi non può verificare la minaccia non può preparare le difese — e se si tratta di un alleato, va da sé, il quadro che ne emerge è grigio. L'AI Act non offre strumenti utili perché Mythos non è un prodotto "sul mercato" nel senso tecnico della legge, e dunque le sue disposizioni non si applicano. Uno schema chiaramente non sostenibile (né accettabile).
E adesso?
Il paper dell'AISI documenta una crescita continua e costante dei modelli, in cui ogni generazione supera la precedente e più risorse computazionali producono capacità di attacco più alte, senza un tetto visibile. I modelli di OpenAI e Google che faranno concorrenza a Mythos non sono lontani, e il WSJ scrive che stanno infatti sviluppando iniziative analoghe a Glasswing.
L’AI Office della Commissione Europea sta parlando con Anthropic per la compliance con l’AI Act, ma è imperativo che le discussioni si spostino su un piano precedente di prevenzione. L’Europa deve attivarsi in fretta; i lab devono collaborare. I rischi sono troppo grandi per agire in ritardo.