Vai all’articolo
FPSUpdatesIntelligence Platform

News & BusinessTecnologia & AI

Apple delinea la strategia per Siri con l’AI rinunciando alla corsa alla frontiera

3 min di lettura

Cosa è successo

Con iOS 27, il cui annuncio è previsto per il WWDC di giugno, Apple aprirà Siri a tutti i principali assistenti AI di terze parti tramite un nuovo sistema di Extensions: ChatGPT, Gemini, Claude e qualunque altro chatbot disponibile sull'App Store potranno integrarsi direttamente nell'assistente vocale, con gli utenti liberi di scegliere il proprio preferito. L'esclusiva di OpenAI — in vigore dal lancio di Apple Intelligence nel 2024 — salta.


In parallelo, emergono dettagli su quanto il deal con Google sia più profondo del previsto: Apple ha accesso completo al modello Gemini nei propri data center e può eseguirne la "distillation", trasferendo le capacità del modello grande a versioni più piccole ottimizzate per girare direttamente sui dispositivi — l’ossatura tecnologica della Siri rinnovata.


Un piano che prova a riposizionare Cupertino nel mercato più dinamico, importante e feroce del tech; nel frattempo, Apple ha infatti deciso di elargire bonus straordinari — da $200.000 a $400.000, con maturazione quadriennale — ai designer del team iPhone Product Design per arginare l'emorragia di talenti verso OpenAI, che nell'ultimo anno ha portato via dall'azienda di Cupertino alcune decine di ingegneri con pacchetti azionari nell'ordine del milione di dollari annui.

Perché è importante

Se i rumor dovessero confermarsi, avremo la riprova che Apple ha di fatto abbandonato (senza mai realmente partecipare) la gara dei modelli, scegliendo piuttosto di monetizzare la distribuzione. Il sistema Extensions è il solito casello del playbook dell’App Store: chiunque voglia raggiungere 1,2 miliardi di iPhone deve passare da Siri e cedere il 30% delle sottoscrizioni generate sulla piattaforma. I ricavi da commissioni sulle app AI sono già proiettati a superare il miliardo di dollari nel 2026, prima ancora che le Extensions arrivino sul mercato. Con il sistema aperto, quella cifra crescerà senza che Apple debba investire un dollaro in più in ricerca sui modelli.


Se Google, Anthropic e OpenAI investono miliardi per migliorare i propri modelli, Apple incassa una commissione su ogni abbonamento che quei modelli generano. Per i vari lab, l’agnosticismo di Apple si trasforma in una sorta di dilemma del prigioniero, poiché nessuno può permettersi di stare fuori da un miliardo e duecento milioni di dispositivi, quindi tutti accetteranno i termini, pur sapendo di finanziare la piattaforma concorrente.


I bonus per trattenere i designer hardware — risposta inevitabilmente asimmetrica rispetto a quello che OpenAI può offrire — confermano la direzione: Apple è e resterà un’azienda hardware-centrica, in cui l’AI non è al centro bensì un canale di monetizzazione; e le voci sempre più insistenti che vedono John Ternus come successore di Tim Cook non sono che un’ulteriore conferma.

E adesso?

La strategia ha coerenza interna, ma il rischio è strutturale. Se l'AI diventa il layer fondativo attraverso cui gli utenti interagiscono con i propri dispositivi — un sistema operativo vero e proprio, benché con un volto nuovo — cederlo potrebbe compromettere l’intera stack. Possedere il casello, insomma, non equivale a possedere la strada.

FPS / NELLA TUA INBOX

Il contesto fa la differenza.

Continua a seguire i temi che contano con le newsletter di FPS Updates.

Scopri le newsletter
Tutti gli articoli ↗
Tecnologia & AI

Gli Usa escludono DeepSeek dalle agenzie federali, i suoi agenti sono 12 volte più inclini a seguire istruzioni malevole

Tecnologia & AI

Anthropic vuole mettere il 5% delle azioni in un fondo per donazioni e sostegno ai lavoratori colpiti dall’AI

Tecnologia & AI

La task force di Trump sull’AI più avanzata ha 120 giorni per proporre le regole sui suoi modelli