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Anthropic vince il primo round col Department of War. Il governo ha costruito la sua sconfitta da solo
Cosa è successo
La giudice federale Rita Lin del distretto nord della California ha concesso ad Anthropic un'ingiunzione preliminare, bloccando la designazione SCR del Pentagono e la direttiva presidenziale di Trump che ordinava ad ogni agenzia federale di cessare l'uso di Claude. L'ordinanza — 43 pagine, depositata il 26 marzo — è sospesa sette giorni per permettere al Dipartimento di Giustizia di ricorrere in appello al Ninth Circuit.
Perché è importante
La nettezza di questa vittoria ha una spiegazione apparentemente semplice, che segue quanto abbiamo raccontato nelle ultime settimane. E cioè che il governo non ha nemmeno offerto a Lin una versione coerente della “ragione di stato”. I difetti del caso governativo erano così clamorosi da rendersi autodistruttivi. (Chi l’avrebbe mai detto.)
Il capo d'accusa più grave è il Primo Emendamento. I documenti interni del Pentagono — prodotti dallo stesso governo in giudizio — mostrano che la designazione a supply chain risk (SCR) è stata emessa perché Anthropic aveva adottato un “comportamente progressivamente sempre più hostile a mezzo stampa”. Non perché i suoi modelli fossero insicuri, non perché avesse sabotato qualcosa: perché era andata sui giornali. Nessuna norma, scrive Lin, autorizza la nozione orwelliana (usa proprio questo termine) che un'azienda americana possa essere bollata come potenziale sabotatore degli stessi USA per aver espresso disaccordo con il governo, ossia esattamente quanto aveva fatto il Pentagono.
Il secondo filone è procedurale, e se possibile ancora più imbarazzante. L'avvocato del governo ha ammesso in udienza che la direttiva Hegseth — quella che vietava ad ogni azienda di avere un qualsivoglia rapporto commerciale con Anthropic — non aveva “assolutamente alcun effetto legale”, e che Hegseth non aveva alcuna base statutaria per emetterla. Quando Lin ha chiesto perché il Segretario alla Difesa avesse pubblicato un post su X senza autorità legale a sostegno, l'avvocato ha risposto "non lo so". Il DoW ha poi ammesso di star conducendo un audit per stabilire se il rischio tecnico alla base della designazione — la possibilità che Anthropic possa da remoto accedere ai (e dunque “sabotare” i) modelli dispiegati — esista effettivamente. Il problema, come abbiamo già spiegato, è l’aver trattato Anthropic come un sabotatore prima e cercato delle prove a sostegno dopo.
Il terzo elemento, il più rivelatore, è quello che emergeva già dalle deposizioni: il giorno dopo aver firmato la designazione SCR che classificava Anthropic come minaccia nazionale intollerabile, il Sottosegretario Emil Michael scriveva a Dario Amodei che sul contratto erano "molto vicini". Scambio riconosciuto dalla giudice come evidenza che stona duramente con la contemporanea caratterizzazione di Anthropic come "controparte ostile"; figuriamoci una “minaccia inaccettabile per la sicurezza nazionale”. L'amministrazione ha comunque definito la sentenza "una vergogna" con "decine di errori fattuali", ma non ha ancora depositato argomentazioni che le contestino nel merito.
Per un'amministrazione che ha fatto della deregolamentazione un mantra, punire uno dei propri campioni tecnologici per aver difeso pubblicamente le proprie posizioni rimane il paradosso originale di tutta la vicenda. La giudice Lin, nelle sue 43 pagine, lo ha reso giuridicamente inattaccabile.
E adesso?
La vittoria è reale ma incompleta. Il Pentagono ha emesso due designazioni SCR sotto statuti distinti: quella bloccata da Lin (10 U.S.C. § 3252) e una parallela sotto il Federal Acquisition Supply Chain Security Act (41 U.S.C. § 4713), ancora pendente al D.C. Circuit. Due dei tre giudici di quel panel sono nomine Trump considerate in corsa per la Corte Suprema, e la probabilità che confermino la posizione del governo è concreta. Se il D.C. Circuit non sospende la seconda designazione, Anthropic potrebbe trovarsi ancora parzialmente esclusa anche dopo la vittoria californiana.
Nel breve termine il DOJ chiederà quasi certamente una sospensiva d'urgenza al Ninth Circuit; se ottenuta, l'ingiunzione di Lin viene sospesa in attesa dell'appello. Anthropic, intanto, continua ad essere dispiegata nelle operazioni militari — incluse quelle in Iran — con il governo che si prepara a litigare su ogni fronte la propria capacità di usarla senza restrizioni. Claude è talmente radicato nella filiera intelligence che nemmeno l'uscita ordinata dal contratto sarebbe indolore: secondo Axios, diversi funzionari governativi vorrebbero Anthropic di nuovo a bordo, convinti che sia un fattore critico nel vantaggio americano sull'AI rispetto alla Cina. Non hanno ancora voce abbastanza alta da cambiare la direzione politica.
Ciò che Lin ha stabilito — che il governo non può usare un'etichetta da anti-spionaggio per costringere un'azienda domestica a rimuovere i guardrail dai propri modelli — è un precedente che, se regge in appello, cambia le regole del gioco per chiunque voglia vendere AI al governo americano.