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Anthropic v. DoW, il governo esce allo scoperto

4 min di lettura

Cosa è successo

Martedì 17 marzo il Dipartimento di Giustizia americano (DoJ) ha depositato la risposta formale alle due cause presentate da Anthropic. Quaranta pagine in cui l'esecutivo argomenta nel merito, per la prima volta, la propria posizione. L'udienza è fissata per martedì 24.

Nel suo argomento centrale, il governo non sostiene soltanto che Anthropic abbia rifiutato condizioni contrattuali ragionevoli, ma che potrebbe disabilitare o alterare il modello durante operazioni militari in corso, qualora ritenesse scavalcate le proprie "linee rosse".

Il sottosegretario Emil Michael, in un suo filing separato, descrive Anthropic come un contraente che ha dimostrato "ostilità" e che "sembra stia assumendo un atteggiamento nelle trattative orientato principalmente al beneficio della propria immagine pubblica".

Perché è importante

Fino a questa settimana la posizione del governo si riduceva sostanzialmente a “il contraente privato non può imporre all'esecutivo i termini d'uso della propria tecnologia”. Un argomento con una sua coerenza, benché la designazione a supply-chain risk come strumento di risposta era — e rimane — sproporzionata. Il sabotaggio è diverso qualitativamente, poiché sposta la questione da "chi decide i limiti d'uso" a "ci possiamo fidare di questo fornitore durante una guerra in corso?"; e la risposta che il governo dà, implicitamente, è no. E la logica di quel no non vale solo per Claude, ma per qualunque sistema AI avanzato che incorpori guardrail, scelte di post-training, un margine di autonomia che rimane nelle mani del vendor — cioè tutti, perché è strutturalmente quello il modo in cui i modelli vengono addestrati.

Il governo, in altre parole, ha svelato il segreto di Pulcinella. Peccato che il retrofitting delle giustificazioni sia, ad essere gentili, caracollante. Come ha ricostruito chirurgicamente Jessica Tillipman, Associate Dean for Government Procurement Law alla GW Law. Il governo, dice l’avvocata, aveva uno strumento adatto: il FAR 9.4, ossia il framework che permette al governo di sganciarsi da un contractor particolare. Strumento che ha decenni di giurisprudenza alle spalle, un sistema di notifica al contractor, diritto di risposta, l’impiego di un funzionario isolato dalle pressioni politiche, e revisione giudiziaria. Invece che appellarvisi, il Segretario Pete Hegseth ha twittato, i suoi subordinati hanno prodotto la giustificazione, e la giustificazione ha confermato la conclusione che era già stata annunciata. È il brief del DoJ stesso ad ammetterlo, quando definisce il post di Hegseth non un atto finale bensì "l'inizio del processo" — il che implica che la fine era scritta prima che il processo cominciasse. Chapeau.

Nel mentre rimane irrisolto il paradosso operativo, che vede tuttora Claude come unico modello AI autorizzato sui sistemi classificati del Pentagono attivamente in uso; l'esercito americano, dice CBS News, elabora circa mille target potenziali al giorno in Iran con un ciclo che non supera le quattro ore, cosa che prima dei sistemi AI richiedeva giornate intere di più analisi. Il DoJ lo ammette esplicitamente: il Pentagono non può "semplicemente spegnere un interruttore" con operazioni ad alta intensità in corso e Claude è l’unico sistema operativo in ambienti classificati. Un rischio per la sicurezza nazionale che si continua ad usare perché smettere di usarlo ne creerebbe uno ancora più grande.

La ciliegina sulla torta la mette il MIT Technology Review, un cui report dice che il Pentagono sta pianificando di permettere alle aziende AI di addestrare i propri modelli su dati classificati. Non interrogarli — addestrarli. OpenAI e xAI hanno ricevuto l’autorizzazione per i sistemi classificati per supplire ad Anthropic, e la direzione di marcia sembra essere quella di versioni military-specific dei modelli, incorporate da intelligence tattica e operativa.

E adesso?

L'udienza di martedì prossimo deciderà sull'ordinanza preliminare, per capire se la designazione a supply-chain risk rimarrà operativa mentre il caso si svolge o sarà bloccata fino a giudizio finale. Sul piano legale, più esperti di procurement ritengono che Anthropic abbia argomentazioni solide: lo statuto richiede procedure interagenziali che non risultano essere state seguite, e un processo costruito a ritroso — conclusione, poi gli atti — fatica a reggere il vaglio giudiziario.

La questione più larga, però, è quella che il classified training porta in primo piano. Se i lab AI privati verranno integrati a quel livello nelle operazioni militari, il problema di controllo che questa settimana ha preso la forma dell'argomento del sabotaggio si ripresenterà, più acuto, con ogni lab che quel percorso vorrà percorrere. Con quale leverage negoziale?

L'episodio Anthropic ha fornito una risposta parziale: si può resistere, si può portare in tribunale, si può raccogliere solidarietà di settore. Ma quella solidarietà è tanto di convenienza quanto di principio — nessuna delle lettere di settore nomina Anthropic, nessun CEO si è esposto troppo. Quando il prossimo lab si troverà nella stessa posizione, i termini della negoziazione rischieranno di essere quelli che questa settimana ha fissato: niente FAR 9.4, un tweet come atto amministrativo di ritorsione, quaranta pagine di giustificazione a seguire.

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