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Anthropic rinegozia il contratto e Amazon dovrà pagare Claude sulla base di quanto testo elabora anziché sulle ore di calcolo

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Anthropic rinegozia il contratto e Amazon dovrà pagare Claude sulla base di quanto testo elabora anziché sulle ore di calcolo

Cos’è successo

Il colosso tecnologico americano Anthropic ha rinegoziato il contratto con Amazon: dal prossimo anno Amazon pagherà i modelli Claude a token — l'unità con cui si misura il consumo di un'AI — invece che a ore di calcolo, con bollette potenzialmente molto più alte. Lo riferisce The Information, piattaforma specializzata nel giornalismo investigativo applicato alla tecnologia. Per questo, il colosso di Seattle sta valutando alternative più economiche, tra cui i modelli di OpenAI e i Nova, quelli che sviluppa in casa.

Quella di Anthropic non è una “minaccia” da poco, dacché diversi prodotti cruciali di Amazon dipendono da Claude: l'agente di codice Kiro, l'assistente di lavoro Quick, persino Alexa for Shopping. Amazon smentisce ("falso che i costi aumenteranno"); Anthropic ribatte che con i modelli nuovi più efficienti cala comunque il costo per generazione, e che dunque "lo stesso budget compra di più" a ogni ciclo.

Perché conta

Se Amazon ha sempre foraggiato Anthropic nelle sue battute iniziali, l’esplosione agentica e i conseguenti costi per i token rischiano di invertire il rapporto di forza, col finanziatore che si trova ad essere il vincolato.

  • Amazon è stato il primo grande sostenitore di Anthropic — 4 miliardi di investimento nel 2023, poi saliti fino a una trentina — e in cambio ha avuto Anthropic come cliente su misura: cloud AWS, l’utilizzo dei chip Trainium di Amazon per l’addestramento di Claude, una valanga di clienti via Bedrock, il suo marketplace di modelli. Ma adesso è Amazon a non poter spegnere i propri prodotti — che girano più o meno tutti su Claude — e spostarli altrove non è operazione fattibile in un trimestre;
  • Il token-pricing è la leva negoziale che funziona finché Claude resta il modello migliore — al netto della disponibilità di Fable e Mythos, chiaramente. Anthropic lo sa: la sua difesa non è sul prezzo unitario — che dice comunque in calo — ma sul valore, perché a parità di budget (e dunque usando meno token) il modello fa di più e meglio. È il tipo di leverage che si può permettere chi è in testa, ma che presuppone una certa fiducia nel mantenere un gap nonostante l’agguerritissima lotta di OpenAI prima e Google immediatamente dopo;
  • Anthropic, dal canto suo, ha tutto l’interesse a spostare l’asse dall’uso orario al token usage per due motivi: il primo, naturalmente, è che nell’era agentica le GPU consumano ordini di grandezza di token in più nelle stesse finestre orarie, alzando il conto di default. Dall’altra c’è la struttura della partnership con Amazon, che oltre a trattenere le fee come provider cloud di Bedrock — che fornisce Claude per conto di Anthropic a tutti clienti AWS — chiede anche metà del margine lordo, incentivando Anthropic a spingere in alto.

Adesso

Amazon, dunque, deve provare a diversificarsi, e infatti si sta costruendo le uscite. Non solo per arginare i costi, ma anche perché i dirigenti temono sempre più che troppi prodotti Amazon siano solo un guscio costruito su Anthropic. E dunque corteggia OpenAI (50 miliardi quest'anno) da una parte e dall’altra spinge la famiglia domestica di LLM - motori a intelligenza artificiale addestrati a comprendere, elaborare e generare testi in linguaggio umano - anche proprio distillando Claude. Persino l'episodio più spinoso, Amazon che segnala Fable alla Casa Bianca mentre prepara un proprio agente cyber, è parte dello stesso quadro. E Anthropic fa il simmetrico: 200 miliardi su Google in cinque anni, per affrancarsi da un cloud solo;

  • Stando a The Information, comunque, il cambio di listino non avverrà prima del 2027, dando ad Amazon un altro anno per trattare. Ma la minaccia di lasciare Claude vale quanto valgono le alternative: i Nova non hanno ancora minimamente raggiunto la qualità dei modelli di Anthropic, e appoggiarsi a OpenAI significa scambiare un “padrone” con un altro; per giunta uno in cui ha appena investito. Più una carta negoziale, per ora, che un piano d'uscita;
  • Il caso è il più vistoso, ma non l'unico. Ogni gigante del cloud che rivende il modello di un lab si scopre a metà tra piattaforma e semplice rivenditore, e corre a costruirsi il proprio — come Microsoft e Meta. La stagione degli investimenti incrociati a fiducia cieca, quella in cui Amazon versava miliardi in Anthropic senza badare al conto, sta finendo. E il primo verdetto sarà la bolletta che Amazon riceverà l'anno prossimo, e che dirà se il costo-per-generazione in calo basta a battere il contatore dei token. Da quel conto si capirà se Anthropic può davvero dettare il prezzo ai propri clienti più grandi, o se anche un lab di frontiera, alla fine, deve tenerseli buoni.

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