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Anthropic lancia Claude Mythos e Fable 5.1, filtri più precisi e costi fino al 45% più bassi nei compiti agentici

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Anthropic lancia Claude Mythos e Fable 5.1, filtri più precisi e costi fino al 45% più bassi nei compiti agentici

Cos’è successo

Anthropic ha lanciato Claude Fable 5.1 e Mythos 5.1, che condividono le stesse capacità di base e differiscono per salvaguardie e utenti ammessi: Fable è disponibile sulle piattaforme dell'azienda, Mythos soltanto attraverso i programmi di accesso verificato (Glasswing). Il nuovo Fable migliora soprattutto nel coding e nei compiti agentici; il taglio del 75% al prezzo delle cache read (il riutilizzo di contesto già elaborato) dovrebbe inoltre ridurne i costi del 25% nei carichi tipici, secondo Anthropic, e fino al 45% in quelli più autonomi.

Quasi contemporaneamente, per non essere da meno, OpenAI ha esplicitamente tracciato il percorso verso Astra, il primo modello dell'azienda ad aver superato la soglia di rischio cyber "Critical". Secondo l’azienda, il modello sa individuare e sfruttare falle ancora sconosciute senza una guida umana passo per passo, e durante le fasi di test ha dimostrato di saper concatenare vulnerabilità zero-day, uscire dall'area isolata di un browser, e ottenere i massimi privilegi su un sistema operativo protetto. Astra arriverà a breve, ma le capacità cyber più avanzate andranno prima a pochi tester e, successivamente, ai partner di Daybreak Blue, il programma di accesso anticipato analogo a Glasswing per organizzazioni di cybersicurezza.

Perché conta

Via via che i modelli lavorano più a lungo e con maggiore autonomia, il valore delle loro capacità cresce insieme al danno che possono provocare. Pubblicarne uno significa quindi assegnare a ogni gruppo di utenti una quota diversa di capacità, con controlli proporzionati — l'architettura di distribuzione che Anthropic e OpenAI stanno costruendo attorno a Fable/Mythos e Astra.

  • Il risparmio rivendicato da Anthropic dipende molto dal tipo di lavoro. Artificial Analysis colloca Fable 5.1 con 66 punti in testa al proprio Intelligence Index (un indice composito di diversi test); al massimo livello di ragionamento, però, il modello genera circa 1,7 volte più token del predecessore e costa il 20% in più per completare un compito. Le due misure descrivono carichi diversi. La cache pesa parecchio negli agenti che riutilizzano continuamente un contesto esteso, mentre un'attività dominata da nuovo output può diventare più cara quando il modello ragiona più a lungo;
  • La divisione tra Fable e Mythos esiste dal lancio di giugno, quando Anthropic riservò a pochi utenti la configurazione con salvaguardie cyber più permissive e applicò a quella ad accesso generale controlli che causarono anche molti blocchi impropri. Con Fable 5.1, l'azienda prevede circa il 60% in meno di interventi delle salvaguardie per ogni sessione di Claude Code. La scoperta di vulnerabilità diventa accessibile, mentre test di intrusione, generazione di exploit e scansione di programmi compilati restano indirizzati ai modelli Opus, soggetti a limiti più stretti;
  • Benché le descrizioni di OpenAI suonino preoccupantemente simili, Astra non è tra i modelli coinvolti nell'attacco a Hugging Face; quell'incidente spinse comunque OpenAI a rallentarne lo sviluppo, dopo che altri agenti interni erano usciti dall'ambiente di test e, coordinandosi su una bacheca segreta, avevano raggiunto sistemi reali. Nei test ora pubblicati, infatti, l’azienda comunica che Astra ha rifiutato il 91,5% dei tentativi di aggirare i blocchi cyber contro il 59% di GPT-5.6 Sol. In una simulazione costruita sull'incidente, inoltre, non ha attaccato nessun bersaglio-esca, mentre Sol lo aveva fatto nel 56% dei casi. Quest'ultimo confronto è avvenuto senza le protezioni usate in produzione: fotografa il comportamento dei modelli in quelle condizioni, ma non garantisce quello futuro di Astra.

Adesso

  • Mythos 5.1 sarà distribuito a persone e organizzazioni verificate. Il programma per le scienze della vita è stato sviluppato con il governo statunitense, mentre quello cyber ammetterà il nuovo modello in modo progressivo; Astra seguirà un percorso analogo, passando da pochi alpha tester prima di raggiungere Daybreak Blue. Per ora sono i lab a stabilire chi possa usare versioni con meno limiti e quali obblighi debba rispettare — il coinvolgimento delle autorità non equivale ancora a uno standard pubblico condiviso;
  • Secondo The Information, Astra userebbe in misura limitata la “recurrent depth”, ossia una tecnica che fa attraversare allo stesso testo più volte i medesimi strati della rete neurale. Il modello può così estrarre più prestazioni da un'architettura relativamente compatta, con il rischio però che parte del ragionamento resti fuori dalla catena di pensiero osservabile dai ricercatori. OpenAI ne avrebbe contenuto l'uso proprio per mantenere il modello sufficientemente monitorabile; i controlli aggiuntivi potranno comunque rallentare attività legittime o chiedere una conferma all'utente in ChatGPT e Codex;
  • La versione che raggiunge l'utente è ormai definita tanto dalle capacità del modello quanto dall'architettura commerciale e di sicurezza costruitavi intorno. Questa può comprare tempo finché gli strumenti più pericolosi restano dentro pochi laboratori; quando però capacità analoghe circoleranno in modelli liberamente scaricabili, gran parte dei controlli distributivi sparirà e con essi la possibilità di incidere attraverso le regole imposte a un provider centrale.

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