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Accordo Italia–UAE sulla difesa: cooperazione industriale e dimensione strategica
Cosa è successo?
La Commissione Esteri della Camera ha avviato l’esame del provvedimento relativo all’accordo tra il Governo italiano e quello degli Emirati Arabi Uniti in materia di difesa. Il relatore, On. Caiata (FdI), ha evidenziato il peso economico degli Emirati per l’Italia, primo mercato di destinazione dell’export italiano nell’area MENA: tra gennaio e ottobre 2025 le esportazioni hanno superato gli 8 miliardi di euro, con un saldo commerciale positivo di circa 6,5 miliardi. Nel Paese operano oltre 600 imprese italiane, incluse grandi aziende della difesa come Fincantieri, Leonardo ed Elettronica. L’accordo, articolato in un preambolo e quattordici articoli, mira a creare un quadro giuridico stabile per la cooperazione e gli scambi nel settore della difesa, individuando nei rispettivi ministeri della Difesa le autorità competenti per l’attuazione.
Perché è importante?
L’intesa rafforza una relazione bilaterale già rilevante sul piano economico e industriale, inserendola in una dimensione strategica più ampia. La cooperazione nel settore della difesa consente di consolidare filiere industriali ad alta tecnologia, favorire investimenti congiunti e rafforzare la presenza delle imprese italiane in un’area chiave per energia, sicurezza e infrastrutture. L’accordo si inserisce inoltre nel contesto della crescente attenzione europea verso la sicurezza delle catene di approvvigionamento strategiche e il rafforzamento delle partnership con Paesi considerati affidabili nella regione MENA.
E adesso?
L’iter parlamentare proseguirà con l’esame del provvedimento nelle commissioni competenti. Se approvato, l’accordo potrà facilitare nuove iniziative industriali e tecnologiche congiunte, rafforzando il posizionamento dell’Italia nei programmi di cooperazione internazionale nel settore della difesa e contribuendo, allo stesso tempo, alla diversificazione delle relazioni strategiche europee in un contesto geopolitico sempre più competitivo.