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70% del cloud europeo in mano Usa: Bruxelles valuta se obbligare AWS e Azure ad aprirsi ai concorrenti

Cos’è successo
Secondo Bloomberg, la Commissione europea potrebbe pubblicare questa settimana le conclusioni preliminari delle indagini su Amazon Web Services (AWS) e Microsoft Azure. L'orientamento sarebbe favorevole a considerarli “gatekeeper” ai sensi del Digital Markets Act; ad oggi, in ogni caso, Bruxelles non ha ancora formalizzato nulla.
Aperte il 18 novembre 2025, le indagini valutano se i due servizi esercitino quel potere pur senza raggiungere le soglie quantitative del DMA. La decisione finale è attesa entro fine anno e lascerebbe poi sei mesi per adeguarsi. Google Cloud rimane fuori da questi due fascicoli, benché rientri nell'indagine più ampia sul mercato cloud.
Perché conta
Se app store e social network offrono al DMA porte d'accesso facili da vedere e quantificare, nel cloud il potere si nasconde un piano sotto: milioni di persone dipendono da AWS o Azure attraverso i servizi che usano, senza però averli mai scelti direttamente. Bruxelles vuole riconoscere come gatekeeping questa dipendenza indiretta.
- Un cliente enterprise accumula negli anni dipendenze dagli strumenti del proprio fornitore. Migrare richiede lavoro e denaro; usare più cloud contemporaneamente complica le integrazioni costruite nel tempo. Il numero degli utenti, qui, racconta infatti molto poco. La designazione qualitativa permetterebbe invece di misurare esattamente quel potere e porterebbe per la prima volta il DMA nell'infrastruttura cloud;
- Amazon segnala, correttamente, una sovrapposizione. E cioè che a disciplinare il passaggio tra provider c’è già il Data Act, che dal 12 gennaio 2027 abolirà i costi del cambio, compreso il trasferimento dei dati. Il DMA entrerebbe però nei pacchetti che legano un servizio all'altro e nelle condizioni contrattuali — con multe fino al 10% del fatturato globale a dargli un peso decisamente diverso;
- Il Cloud and AI Development Act (CADA), presentato a inizio giugno, orienta la domanda pubblica verso operatori europei. Il DMA interviene invece sulla presa dei fornitori dominanti: AWS, Azure e Google Cloud raccolgono circa il 70% dei ricavi europei, contro il 15% complessivo dei provider locali. L'antitrust può allentare quella presa; il divario industriale rimane enorme.
Adesso
- Prima di qualsiasi decisione finale, Amazon e Microsoft potranno rispondere alle conclusioni preliminari. Da qui a fine anno il confronto dovrà tradurre gli obblighi generali del DMA dentro servizi enterprise complessi, cercando di non sovrapporli inutilmente al Data Act;
- Il 1 luglio, intanto, la Commissione riunirà clienti e fornitori per discutere interoperabilità e condizioni commerciali. Quell'indagine si chiuderà con un report entro maggio 2027 e, se necessario, con nuove regole. Ne viene fuori un calendario un po' bizzarro: Bruxelles potrebbe designare i gatekeeper mentre sta ancora completando il manuale con cui intende regolarli;
- Azzerati i costi del cambio, nel 2027 arriveranno anche il report sul cloud e l'eventuale termine di adeguamento al DMA. Solo allora si vedrà se migrare sarà meno proibitivo e se le offerte concorrenti potranno convivere più facilmente; magari, finalmente, anche quel 15% europeo comincerà a muoversi.