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60 giorni dopo l'ordine esecutivo, la Casa Bianca completa il framework sulla sicurezza cyber dei modelli AI ma non lo pubblica

Cos’è successo
Scaduti i 60 giorni concessi dall'ordine esecutivo del 2 giugno, la Casa Bianca dice di aver completato il framework volontario per valutare i modelli AI di frontiera con capacità cyber avanzate. Il documento, però, non è stato pubblicato. Il governo non ha detto se sia già operativo né chi abbia visto la versione definitiva; tace anche sulla comunicazione dei risultati.
Oggi l'Office of the National Cyber Director (ONCD) dovrebbe discuterne con rappresentanti di Anthropic, Google, Meta e OpenAI, che potrebbero ricevere il testo finale oppure un'altra bozza. I lab potranno concedere al governo l'accesso anticipato ai sistemi coperti — fino a 30 giorni prima che arrivino ad altri partner fidati — sotto tutele per riservatezza e proprietà intellettuale. Soglia e benchmark resteranno classificati; il framework, formalmente, no.
Perché conta
Nei due mesi successivi, Washington ha continuato a negoziare modello per modello, frenando l'allargamento dell'accesso a Mythos. Claude Fable di Anthropic ha subito controlli sulle esportazioni, poi revocati, mentre GPT-5.6 (OpenAI) è stato distribuito per gradi su richiesta del governo. La scadenza di agosto doveva trasformare quella discrezionalità in una grammatica comune, ma finché l'architettura del processo resta nascosta è impossibile sapere se ci sia riuscita.
- Classificare soglia e benchmark ha una logica, perché pubblicarli permetterebbe ai lab di ottimizzare i sistemi sul test (o potrebbe esporre capacità sensibili); condizioni d'ingresso e gestione degli esiti, invece, non richiedono necessariamente la medesima segretezza. Non sappiamo, soprattutto, che cosa accada se valutazione tecnica e decisione politica divergono. Per aderire volontariamente bisogna dunque essere invitati a conoscere le regole:
- Per un lab che vende al governo o serve infrastrutture critiche, scegliere di restare fuori è assai meno semplice di quanto suggerisca la parola “volontario”. Gli interventi degli ultimi mesi mostrano che la Casa Bianca dispone già delle leve per orientare un rilascio; il canale federale può così pesare come una pre-autorizzazione anche senza averne lo status giuridico;
- Nell'ordine esecutivo (EO), la scelta dei modelli oltre soglia spetta al direttore della National Security Agency (NSA), consultando gli altri uffici federali coinvolti; l'ONCD tiene oggi il filo con l'industria. OpenAI vorrebbe invece affidare il perno tecnico al Center for AI Standards and Innovation (CAISI), l'ufficio del Dipartimento del Commercio specializzato nei test sui modelli, dentro un processo con criteri e tempi definiti.
Adesso
- Al tavolo di oggi i lab arrivano senza sapere se il framework sia già operativo e quanto margine resti per modificarlo. Dovranno capire anche come verranno trattati i modelli open-weight (quelli i cui pesi possono essere scaricati e modificati) e chi potrà entrare nel gruppo di partner ammessi all'accesso anticipato;
- Gli ultimi test hanno reso urgente perfino la sicurezza della valutazione, da quando un agente di OpenAI (il caso Hugging Face) e alcuni modelli Anthropic hanno raggiunto sistemi esterni. Il framework deve quindi stabilire come proteggere gli ambienti in cui verranno testati modelli con capacità offensive ormai rilevanti;
- Per sopravvivere alle scelte della Casa Bianca, una cornice nazionale avrebbe bisogno del Congresso — ed è quanto chiede OpenAI. L'ordine esecutivo può abituare industria e governo a collaborare, senza creare obblighi durevoli. Washington potrebbe aver messo ordine nei rapporti con i lab dentro una stanza chiusa, lasciando fuori proprio quella prevedibilità che il framework doveva garantire.