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6 cose da sapere sullo spostamento di 12 bombardieri americani dal Regno Unito

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6 cose da sapere sullo spostamento di 12 bombardieri americani dal Regno Unito

Cos’è successo

Il Pentagono ha confermato domenica 4 ottobre di aver ritirato dalla base britannica di RAF Fairford tutti i bombardieri B-1 che vi erano schierati, riportandoli nelle basi d'origine negli Stati Uniti. Erano circa una dozzina, secondo Reuters, e il governo di Londra ne aveva consentito l'uso per attacchi "difensivi" contro i siti missilistici iraniani che colpivano le navi nello Stretto di Hormuz. Lunedì Donald Trump ha spiegato: "Avevamo l'idea che potesse esserci una minaccia, e perché lasciarli lì? Se siamo minacciati, li spostiamo".

La mossa arriva una settimana dopo gli arresti vicino alla base. Il 27 settembre la polizia era stata allertata per tre veicoli sospetti: sono stati arrestati sei uomini, tra cui un cittadino britannico-iraniano, poi rilasciati mentre l'indagine antiterrorismo continua. Il premier Andy Burnham ha parlato di "forti indizi" di un coinvolgimento dell'Iran, che nega e ha convocato l'ambasciatore britannico a Teheran. Trump ha detto di conoscere "le persone che hanno fatto la minaccia" e le ha collegate a Teheran.

Perché conta

  • Attrito tra alleati. Londra aveva assicurato che la base fosse sicura e non ha commentato direttamente la decisione americana. Per Sophia Gaston, ricercatrice del King's College London, la scelta rivela anche dubbi di Washington sulla capacità britannica di proteggere le basi: gli Stati Uniti, dice, "non vogliono più essere i soli responsabili della protezione degli alleati" e chiedono più sicurezza per le proprie installazioni;
  • Tensioni più profonde. L'amministrazione Trump è irritata per la spesa militare britannica, circa il 2,7% del Pil contro l'obiettivo Nato del 3,5% entro il 2035 senza un piano per raggiungerlo, e per il mancato invio di navi da guerra a sostegno del blocco americano alle navi iraniane. Il Regno Unito è stato escluso da un sottogruppo Nato convocato dal capo della politica del Pentagono, Elbridge Colby, e Washington sta rivedendo la propria presenza militare in Europa;
  • Minaccia terroristica in aumento. A maggio il Regno Unito ha alzato il livello di allerta terrorismo a "severo", cioè un attacco è considerato altamente probabile, dopo che l'MI5 aveva parlato di un aumento graduale delle minacce, anche da parte di Stati ostili come l'Iran. Polizia e servizi di sicurezza affrontano una minaccia su tre fronti legata a gruppi sostenuti da Teheran: attacchi contro i dissidenti iraniani, contro la popolazione ebraica e contro obiettivi statunitensi come le basi usate per colpire l'Iran.

Adesso

  • Raid più complessi. Il Pentagono assicura che i bombardieri restano pronti a colpire anche dal territorio americano, ma da lì la rotta verso il Medio Oriente è circa il doppio. Per Christoph Bergs, del think tank Rusi, il ritiro riduce la capacità di aumentare rapidamente le sortite contro l'Iran e abbassa un po' il livello di minaccia. Il Pentagono non ha voluto dire se rimuoverà altri velivoli dalle basi britanniche;
  • Rinforzi in arrivo e voto americano. Una terza portaerei sta attraversando il Pacifico, insieme a navi anfibie con 2.500 marines che si aggiungono ai 2.500 già in Medio Oriente. Questo dà a Trump più opzioni se decidesse di riprendere i bombardamenti dopo le elezioni di metà mandato, all'inizio di novembre. Gaston osserva che l'amministrazione è sensibile ai costi del conflitto con l'Iran in vista del voto;
  • Il nodo della spesa. Il sottogruppo guidato da Colby si riunirà di nuovo in Polonia più avanti in ottobre, senza Londra. Colby ha detto a fine settembre che la storia comune continuerà a legare i due Paesi, ma che il governo britannico deve spiegare ai cittadini perché serve spendere di più per la difesa, perché "una forza armata moderna non costa poco".

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