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5 conseguenze per l'Europa dopo la sconfitta di Trump alle midterm

Cos’è successo
I democratici hanno conquistato il Senato e ottenuto nuovi seggi decisivi alla Camera dei rappresentanti. Secondo un’analisi di Politico, ora si preparano a indagare su tutto ciò che è accaduto in due anni di amministrazione Trump. "Cercatevi un avvocato", ha avvertito su X il deputato californiano Robert Garcia, probabile prossimo presidente della commissione Sorveglianza della Camera, nelle prime ore di mercoledì. Nel mirino ci sono la guerra in Iran, la gestione dell'Fbi e gli affari della famiglia Trump, un mix che i media americani paragonano al caso Whitewater di Bill Clinton e al primo impeachment di Trump.
Cosa cambia per l'Europa, dai prezzi dell'energia alla guerra in Ucraina? I democratici avranno più strumenti per mettere in difficoltà il presidente, dalle procedure di bilancio alle audizioni, e potranno porre condizioni più stringenti sulle leggi che la Casa Bianca vuole. Ma il presidente conserva ampia discrezionalità su politica estera, sicurezza nazionale e commercio, e ha già mostrato di saper aggirare il Congresso con decreti e interpretazioni giuridiche inedite o “poco ortodosse”. Anche con entrambe le Camere ai democratici, ha ricordato Phil Gordon, ex consigliere per la sicurezza nazionale di Kamala Harris, Trump comanda la forza militare, controlla dazi e accordi commerciali e può imporre il suo potere di veto.
Perché conta
- Trump vorrà mostrare di essere ancora lui a comandare, e la scena internazionale è dove ha più margine di manovra. L'Europa è da tempo nel suo mirino e in quello dei fedelissimi Maga. Wolfgang Ischinger, ex presidente della Conferenza di Monaco - ospite dell’evento annuale di FutureProofSociety di maggio a Brescia - avverte che ci si deve preparare non a rapporti transatlantici più armoniosi, ma a più astio e a nuove richieste;
- La maggior parte degli esponenti democratici di spicco ha sempre sostenuto gli aiuti a Kiev. Sarebbe sbagliato, però, aspettarsi una "salvezza istantanea" per il governo di Volodymyr Zelensky: anche se i democratici decideranno di inviare di più, serviranno mesi, forse anni, mentre Kiev ha bisogno subito di missili Patriot per superare l'inverno sotto i bombardamenti russi;
- L’ex diplomatico Kurt Volker prevede che il presidente ignorerà le proteste di Kiev e degli alleati europei, allentando le sanzioni e facendo affari con Mosca, anche ordinando al Tesoro di non applicarle e cercando accordi energetici con la Russia. Sulla Nato, invece, si aspetta più abbaiare che mordere: sul ritiro o sul taglio delle truppe Trump è isolato, senza il sostegno di democratici, repubblicani, Congresso o media.
Adesso
- Energia, nessun crollo dei prezzi: lunedì il petrolio è sceso al ritmo più rapido da agosto, ma il Brent resta a 108 dollari al barile. A meno di un accordo con Teheran per riaprire lo Stretto di Hormuz, lo shock energetico che gonfia le bollette europee e il costo della vita continuerà, con effetti sulla politica del continente. Sull'Iran Trump ha tre strade: riprendere le operazioni militari sperando che Teheran ceda o che il regime crolli, fare marcia indietro, oppure fare un passo indietro e lasciare il problema a europei (e asiatici);
- Gli Usa potrebbero essere assorbiti dalla guerra politica interna al punto che né Trump né i democratici avrebbero tempo per altro, politica estera compresa. L’ex vicepresidente Harris ha sconsigliato un nuovo impeachment, giudicandolo "una cattiva idea", e l'ex sindaco di Chicago Rahm Emanuel invita il partito a evitare una "rissa" e a puntare su costo della vita, salario minimo e nuove regole etiche.