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2026, l’anno della geopolitica strutturale: regole, scarsità e allineamenti
Cosa è successo?
Il report 2026 Geostrategic Outlook di EY-Parthenon descrive l’ingresso in un mondo NAVI (Non-lineare, Accelerato, Volatile, Interconnesso), in cui la geopolitica resta la forza dominante del contesto operativo. Tre temi definiranno il 2026: nuove regole e norme, geopolitica della scarsità e sfere di ingaggio. Gli Stati intensificano l’interventismo (sussidi, local content, controlli export), trasformando misure emergenziali in politiche strutturali. Commercio e catene del valore si regionalizzano; l’AI diventa infrastruttura critica di sicurezza nazionale. Sul fronte risorse, quasi 4 miliardi di persone affrontano stress idrico annuale; la corsa a minerali critici accelera (oltre 30 nuovi impianti di processing entro il 2026), mentre il debito globale tocca 235% del PIL, comprimendo capitale privato.
Perché è importante?
La competitività è sempre più policy-driven, non price-driven. Scarsità di acqua, minerali e capitale introduce trade-off politici che ridefiniscono investimenti e allocazioni. La competizione si concentra in quattro aree chiave (Nord America, Europa, Asia-Pacifico, Medio Oriente), con volatilità normativa e sicurezza economica come variabili decisive.
E adesso?
Il report indica tre imperativi: costruire resilienza proattiva, rafforzare la governance geostrategica cross-funzionale, adattare supply chain e strategia verso regionalizzazione e allineamento. In un mondo NAVI, l’agilità è il vantaggio competitivo. Nel 2026 non basta gestire il rischio: serve ripensare la strategia dove la geopolitica è la nuova gravità.