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Zero uragani nell'Atlantico a metà settembre 2026, l'energia dei cicloni è il 93% sotto media e spinge in basso i prezzi riassicurativi
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Cos’è successo
Al 13 settembre 2026, con appena 5 tempeste tropicali registrate e nessun uragano, il bacino atlantico mostra l'attività ciclonica più bassa mai osservata nell'era satellitare per questo periodo dell'anno.
Secondo i dati del National Hurricane Center statunitense, l'ACE (Accumulated Cyclone Energy), l'indice che misura l'energia complessiva sviluppata dai cicloni, si attesta a circa il 93% sotto la media del periodo di riferimento 1991-2020, un dato ancora più sorprendente considerando che il 10 settembre segna tradizionalmente il picco climatologico della stagione atlantica.
Perché conta
- Secondo gli esperti citati dall'Associated Press, la causa principale è un wind shear verticale eccezionalmente elevato nella zona di sviluppo dei cicloni tra Africa e Caraibi, legato al fenomeno El Niño, che normalmente rende più difficile la formazione degli uragani atlantici deformando la struttura delle perturbazioni tropicali in formazione, un effetto quest'anno particolarmente marcato;
- Il dato si allinea con quanto previsto da Gallagher Re nel proprio report di metà anno, che indicava una probabilità del 90% di condizioni El Niño durante il picco della stagione, un fattore che riduce tipicamente l'attività nell'Atlantico ma aumenta quella nel bacino del Pacifico, dove al contrario l'attività risulta sopra la norma;
- Per il mercato riassicurativo, un'ulteriore stagione atlantica sotto media, dopo un primo semestre 2026 già descritto da Gallagher Re come il più contenuto dal 2019, rafforzerebbe le condizioni di softening già osservate ai rinnovi di metà anno, mantenendo la pressione al ribasso sui prezzi property cat in vista dei rinnovi di gennaio 2027.
Adesso
- Gli esperti avvertono che una stagione atlantica silenziosa non deve generare un falso senso di sicurezza, un monito già espresso da Swiss Re a inizio agosto sul rischio di caldo cronico in Europa e da Guy Carpenter sul rischio cyber: il pattern climatico può invertirsi rapidamente, e restano ancora circa due mesi e mezzo alla fine ufficiale della stagione (30 novembre);
- L'allerta Onu di inizio settembre su un El Niño di intensità "gigantesca", destinato a rafforzarsi ulteriormente entro fine anno, aggiunge incertezza su come l'attività ciclonica possa evolvere nelle prossime settimane, sia nell'Atlantico sia nel Pacifico;
- Per il settore assicurativo e riassicurativo, la combinazione tra stagione atlantica anomala e El Niño in rafforzamento rappresenta una variabile chiave da monitorare nelle prossime settimane, con implicazioni dirette sia sulla sinistrosità catastrofale del 2026 sia sulle condizioni di prezzo attese per i rinnovi di inizio 2027.