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Wellness ad alta intensità di bisogno: salute mentale, longevità e nutrizione funzionale crescono più dell’offerta
Cosa è successo?
Nel report McKinsey & Company – The $2 trillion global wellness market gets a millennial and Gen Z glow-up (maggio 2025) emerge che le aree di bisogno in più rapida espansione non sono le più “fashion”, ma quelle legate a stress strutturale, invecchiamento e funzionamento quotidiano. La salute mentale è centrale soprattutto tra i più giovani: il 42% di Gen Z e Millennials negli USA considera mindfulness una priorità molto alta, contro il 29% dei baby boomers; il 40% della Gen Z dichiara di sentirsi “quasi sempre stressato”, rispetto al 23% della popolazione complessiva. Sul fronte longevità, fino al 60% dei consumatori nei diversi mercati indica l’healthy aging come priorità top o molto importante, con una domanda che si sposta verso prevenzione ed interventi precoci, anche tra i giovani. La nutrizione funzionale è ormai mainstream: acquistata da circa il 50% dei consumatori e da quasi due terzi di Gen Z e Millennials in USA, UK e Germania, con benefici ricercati su energia (43%), salute intestinale (40%), immunità e supporto muscolo-osseo (Exhibit 4, p.9).
Perché è importante?
Nonostante la crescita, il report segnala esplicitamente bisogni non soddisfatti in ambiti chiave: salute mentale e cognitiva, longevità e gut health (pp. 5–6). Il collo di bottiglia non è più la disponibilità a spendere o la consapevolezza, ma l’efficacia percepita e la credibilità delle soluzioni. I consumatori cercano risultati misurabili, non solo promesse di benessere. Questo segna un cambio di fase: il wellness entra in una logica di outcome, dove l’assenza di evidenze o integrazione limita la capacità di catturare una domanda che cresce più velocemente dell’offerta di qualità.
E adesso?
La crescita futura dipenderà sempre meno dalla proliferazione di prodotti e sempre più da soluzioni science-backed, integrate e verificabili. I confini tra wellness, healthcare e biotech si assottigliano: prevenzione, nutrizione funzionale e salute mentale diventano campi di convergenza tra consumo, clinica e tecnologia. Per operatori e investitori, il vantaggio competitivo non sarà nel branding, ma nella capacità di dimostrare impatto reale sulla salute lungo il ciclo di vita.