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Von der Leyen in Australia: l'Ue ridisegna la mappa commerciale nell'era Trump
Cosa è successo?
Ursula von der Leyen è in Australia dove si intratterrà fino a mercoledì. Prima a Sydney, poi a Canberra per un obiettivo preciso: chiudere i negoziati per l'accordo di libero scambio tra l'UE e Canberra, avviati nel 2018 e naufragati nel 2023 quasi in dirittura d'arrivo. Ieri il commissario al Commercio Maroš Šefčovič ha incontrato la sua controparte australiana Don Farrell; oggi von der Leyen vedrà il premier Anthony Albanese per formalizzare l'intesa. Lo scambio di beni tra Bruxelles e Canberra ammonta a 47 miliardi di euro annui, a cui si aggiungono circa 42 miliardi in servizi. L'agricoltura rimane il nodo irrisolto: l'Australia è uno dei maggiori esportatori mondiali di carne bovina, grano e prodotti lattiero-caseari, e vuole quote di accesso al mercato europeo che Bruxelles fatica a concedere per non danneggiare gli allevatori e i produttori agricoli comunitari.
Perché è importante?
La politica commerciale aggressiva degli Stati Uniti rappresenta una minaccia tanto per Bruxelles quanto per Canberra: è questo il minimo comune denominatore che ha riavvicinato le due parti dopo anni di stallo. Per l'UE, un accordo con l'Australia non è solo una questione commerciale: è un tassello della strategia di diversificazione che Von Der Leyen sta costruendo con metodo, dopo gli accordi già conclusi nel 2025 con Messico, Indonesia e Svizzera, e quelli più recenti con Mercosur e India. Oltre a eliminare barriere tariffarie, l'accordo faciliterebbe l'accesso a materie prime critiche come litio, cobalto, terre rare e idrogeno, che sono risorse fondamentali per consentire la transizione energetica europea. Anche senza un accordo in vigore, l'UE è già il terzo partner commerciale dell'Australia: con un'intesa, diventerebbe il secondo. Sul fronte americano, intanto, il Parlamento europeo si appresta a votare giovedì 26 marzo la ratifica dell'accordo commerciale UE-Stati Uniti siglato nell'estate 2025, completando così la geometria variabile con cui Bruxelles tenta di ridurre la propria esposizione ai rischi geopolitici.
E adesso?
L'accordo non è ancora firmato, e gli ultimi dettagli, tra cui le quote agricole, potrebbero ancora complicare la conclusione. Von der Leyen ha già annunciato che i negoziati sono in corso con Filippine, Thailandia, Malesia, Emirati Arabi Uniti e cinque Paesi dell'Africa orientale e meridionale. La partita più grande è ridefinire la mappa commerciale dell'Europa in un'epoca in cui Washington non è più un alleato affidabile e Pechino resta un partner scomodo.