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Vicino lo sblocco dei 90 mld per l'Ucraina: l'accordo passa per la riapertura dell'oleodotto Druzhba

Cosa è successo
Il Consiglio dell'Ue si prepara a dare il via libera alla prima tranche di un prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. Il pacchetto era bloccato da mesi a causa del veto di Viktor Orbán, ora superato dopo un accordo legato alla riattivazione dell’oleodotto Druzhba pipeline, danneggiato a gennaio. Il finanziamento, diviso in tre tranche, era atteso già da febbraio ma è stato rinviato proprio per lo stallo politico.
Perché è importante
Il prestito serve a evitare un’immediata crisi di liquidità per Kiev, che rischia di trovarsi senza risorse per coprire le spese pubbliche già entro maggio. Segna anche un passaggio politico rilevante: Bruxelles sceglie di sostenere l’Ucraina con debito comune invece di utilizzare direttamente gli asset russi congelati, opzione che non ha trovato consenso. Inoltre, lo sblocco mostra quanto le dinamiche energetiche e le tensioni interne all’Unione possano influenzare decisioni strategiche sulla guerra.
E adesso?
- Se approvata, la prima tranche dovrebbe arrivare rapidamente, dando ossigeno ai conti ucraini nel breve termine. Resta però aperto il nodo delle tranche successive e, più in generale, della sostenibilità del supporto europeo nel tempo. La vicenda evidenzia anche un punto strutturale: ogni decisione chiave dell'Ue può essere rallentata da veti nazionali, rendendo il sostegno a Kiev dipendente da equilibri politici interni oltre che militari.