News & BusinessPolitica Internazionale
Usa e Canada aprono una nuova guerra commerciale con dazi reciproci fino al 50%

Cos’è successo
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato una nuova offensiva protezionistica, imponendo dazi fino al 50% su beni canadesi per un valore di circa 20 miliardi di dollari, riaprendo uno scontro diretto con uno dei principali partner commerciali degli Usa. La misura, che entrerà in vigore tra 30 giorni e colpirà principalmente apparecchiature elettriche e macchinari, sfrutta in modo inedito la Sezione 338 del Tariff Act del 1930, dopo che la Corte Suprema aveva bocciato l'uso dei poteri di emergenza dell’International Emergency Economic Powers Act del 1979.
Nonostante l'esclusione di beni strategici come energia e minerali critici, l'iniziativa ha provocato la ferma reazione del premier canadese Mark Carney e del suo governo: Ottawa risponderà imponendo dazi doganali dal 15% al 50% su una serie di prodotti statunitensi.
Perché conta
- Le nuove tariffe del 50% colpiscono un volume di scambi pari a circa 20 miliardi di dollari ma rappresentano solo il 5% delle importazioni dal Canada, poiché lasciano fuori i settori chiave dell'energia e dei minerali critici;
- Per aggirare i recenti paletti imposti dalla Corte Suprema sull'uso dei poteri d'emergenza, la Casa Bianca ha rispolverato la Sezione 338 del Tariff Act del 1930, una norma mai applicata prima con queste modalità aggressive;
- L'assenza di deroghe per l'accordo di libero scambio Usmca - United States-Mexico-Canada Agreement - segnala un inasprimento verso il Paese confinante, accusato insieme alla Cina di aver scelto la via della ritorsione invece del negoziato diretto.
- Le contromisure canadesi avranno effetto a partire dall'8 settembre. Inoltre, secondo quanto annunciato dal ministero delle Finanze canadese, per aiutare i settori maggiormente colpiti, il governo stanzierà 7,5 miliardi di dollari canadesi (pari a circa 4 miliardi di euro) con l'obiettivo di sostenere la liquidità delle imprese e a rafforzare i sussidi di disoccupazione.
Adesso
- Sul piano bilaterale, questa seconda fase dello scontro commerciale avviato con il “Liberation Day” rischia di paralizzare la rinegoziazione dell'accordo Usmca e innescare contromisure immediate da parte canadese che colpiranno l'export Usa;
- A livello internazionale, il ricorso a strumenti legislativi storici e aggressivi conferma la volontà degli Usa di ridefinire le catene globali del valore, aumentando le tensioni anche con la Cina in vista dei prossimi vertici;
- Nei rapporti tra Usa e Ue, l'innalzamento delle barriere oltreoceano rappresenta un monito chiaro per Bruxelles, spingendo la Ue a preparare contromisure difensive e a cercare di mettere in sicurezza le proprie filiere strategiche di fronte al rischio di nuovi dazi arbitrari.