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Urso a Bruxelles: coordinamento industriale UE tra competitività, ETS-CBAM e Clean Industrial Deal
Cosa è successo?
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è a Bruxelles per una missione di coordinamento con i partner europei in vista del Consiglio Competitività. Il confronto si apre con la riunione dei “Friends of Industry” (gruppo informale che riunisce Italia, Francia, Germania, Spagna, Polonia e Repubblica Ceca) e prosegue con la Ministerial Alliance for Energy-Intensive Industries e con il Consiglio Competitività – Mercato interno e Industria. In agenda: semplificazione normativa, completamento del mercato unico, rafforzamento della competitività e attuazione dell’Industrial Acceleration Act, con focus specifico sugli strumenti ETS e CBAM e sulle politiche per i settori energivori.
Perché è importante?
La missione riflette il tentativo di costruire una linea industriale europea più coordinata in un contesto di costi energetici elevati, concorrenza globale e transizione climatica. Il ruolo centrale di ETS e CBAM segnala che la politica industriale europea si intreccia sempre più con la regolazione climatica e commerciale, incidendo direttamente sulla competitività dei comparti energivori (acciaio, chimica, automotive). Parallelamente, il Clean Industrial Deal e il futuro Fondo europeo per la competitività indicano un orientamento verso strumenti finanziari comuni e una politica industriale più esplicita.
E adesso?
I prossimi passaggi chiave saranno l’esito del Consiglio Competitività e la traduzione delle discussioni in roadmap operative su automotive, siderurgia e chimica. Gli incontri bilaterali con Commissione e partner europei (inclusi quelli preparatori al vertice del 3 marzo a Roma nell’ambito del Trattato del Quirinale) suggeriscono che il coordinamento industriale UE entrerà in una fase più strutturata, con implicazioni su politica energetica, sovranità tecnologica e catene del valore strategiche.