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Università: riforma dell’abilitazione verso un sistema più semplice e meno burocratico
Cosa è successo?
Dopo il via libera del Senato, la ministra Anna Maria Bernini ha illustrato la riforma sulla revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento di ricercatori e docenti universitari. La misura interviene sull’abilitazione scientifica nazionale, definita dalla ministra «una norma datata» che aveva creato un limbo per migliaia di abilitati rimasti senza avanzamento di carriera e generato oltre 2.000 ricorsi dal 2012. La riforma punta a ridurre tempi e burocrazia e a valorizzare l’autonomia degli atenei. Il testo passa ora alla Camera per la seconda lettura.
Perché è importante?
Il sistema precedente era percepito come opaco e inefficiente, con percorsi lunghi e un contenzioso elevato che rallentava il reclutamento e scoraggiava talenti. Un meccanismo più trasparente e rapido può rafforzare la competitività del sistema universitario italiano e facilitare la programmazione del personale.
E adesso?
L’attenzione si sposta sulla Camera, dove la riforma dovrà essere confermata. L’efficacia dipenderà dalla capacità degli atenei di applicare criteri chiari, ridurre la burocrazia e garantire processi di valutazione meritocratici.