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Uk: 11% delle specie sono destinate a scomparire a prescindere dalle politiche future

Cosa è successo
Lo studio pubblicato su Nature Communications (Cooke et al., UK Centre for Ecology & Hydrology / Natural History Museum London) quantifica in modo preciso il cosiddetto “debito di estinzione” nel Regno Unito: specie già destinate a scomparire indipendentemente dalle politiche future. Nel periodo 1980–2020, 115 specie vegetali su 1.002 (11%) sono già su una traiettoria di estinzione locale.
Anche nello scenario più favorevole (basse emissioni e sviluppo sostenibile), il numero sale a 134 specie (13%) entro il 2070. Nello scenario peggiore (alte emissioni, intensificazione agricola e urbanizzazione), si arriva a 196 piante (20%), insieme a perdite significative per farfalle (12%) e uccelli (14%). Parallelamente, entro il 2070 fino al 72% del territorio britannico perderà i propri bioclimi attuali per le piante.
Perché è importante
Il debito di estinzione introduce un rischio ambientale che non è futuro ma già incorporato nei sistemi naturali. Per il settore assicurativo, questo significa che parte del deterioramento degli ecosistemi, e quindi dei servizi che forniscono, è inevitabile e non mitigabile nel breve periodo.
- Le conseguenze sono dirette su linee di business esposte a ecosistemi funzionanti: agricoltura (impollinazione, fertilità del suolo), foreste e prodotti parametrici legati al clima;
- La perdita di biodiversità agisce come moltiplicatore di rischio: aumenta la volatilità delle rese agricole, riduce la resilienza agli shock climatici e amplifica la frequenza di eventi estremi “composti”.
E adesso?**
- Le implicazioni operative sono chiare: integrazione del rischio biodiversità nei modelli catastrofali e agricoli, revisione delle assunzioni su resilienza degli ecosistemi e sviluppo di strumenti che tengano conto di deterioramenti progressivi e irreversibili;
- A livello strategico, emerge anche la necessità di collegare assicurazione e politiche di conservazione, dato che la stabilità dei sistemi naturali diventa un fattore diretto di sostenibilità dei portafogli. Il punto chiave: il rischio non è solo il cambiamento climatico, ma la perdita irreversibile della capacità degli ecosistemi di assorbirne gli effetti.