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Ue presenta Strategia anti-povertà: 100 mld del prossimo QFP su abitazioni e giovani

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Ue presenta Strategia anti-povertà: 100 mld del prossimo QFP su abitazioni e giovani

Cosa è successo

La Commissione Europea ha presentato un ampio pacchetto sociale e industriale che tocca povertà, disabilità, coesione territoriale, sostenibilità aziendale ed economia circolare. Sul fronte sociale, l’EVP Roxana Mînzatu e la Commissaria Hadja Lahbib hanno lanciato la prima strategia europea anti-povertà, focalizzata su esclusione abitativa, povertà minorile e tutela dei working poor, insieme all’aggiornamento della Strategia UE per i diritti delle persone con disabilità fino al 2030.

Parallelamente, il Collegio dei Commissari ha avviato il dibattito orientativo sul futuro Circular Economy Act, destinato a diventare la prima legge quadro europea sull’economia circolare. Obiettivo: creare un vero mercato unico delle materie prime secondarie e raddoppiare entro il 2030 il tasso di circolarità europeo, oggi fermo all’11,8%. Sul piano economico e regolatorio, la Commissione ha inoltre aperto la consultazione sui nuovi standard ESRS semplificati per la rendicontazione ESG, promettendo una riduzione superiore al 60% dei datapoint obbligatori e un alleggerimento significativo degli oneri per PMI e grandi imprese.

Perché è importante

Il pacchetto fotografa una svolta nella strategia europea: meno nuova spesa, più riallocazione e semplificazione.

  • La strategia anti-povertà non introduce nuovi fondi ma punta a usare in modo più efficace circa 100 miliardi già previsti nel prossimo QFP per politiche sociali. Questo segnala che Bruxelles considera il problema principalmente di governance e implementazione, non solo di risorse. Per l’Italia il tema è centrale: oltre 13 milioni di persone risultano a rischio povertà o esclusione sociale secondo ISTAT 2025;
  • Sul lato industriale, il Circular Economy Act riflette un cambio di paradigma geopolitico: l’economia circolare non viene più trattata solo come politica ambientale, ma come strumento di resilienza strategica contro la dipendenza europea da materie prime critiche importate. La costruzione di un mercato europeo delle materie seconde diventa quindi parte della sicurezza economica dell’Ue;
  • Anche la revisione degli ESRS va nella stessa direzione. Dopo le forti critiche di imprese e governi sulla complessità della Corporate Sustainability Reporting Directive, Bruxelles tenta ora un riequilibrio tra sostenibilità e competitività. Il “value chain cap”, che limita le richieste informative delle grandi aziende verso le PMI, è uno dei segnali più concreti di questa inversione di approccio.

E adesso?

  • Nei prossimi mesi il focus si sposterà dall’annuncio alla negoziazione operativa. La consultazione sugli ESRS resterà aperta fino al 3 giugno, mentre il Circular Economy Act arriverà in proposta formale nel Q4 2026;
  • Parallelamente prende forma la “Right to Stay Strategy”, lanciata oggi da Raffaele Fitto insieme a Roberta Metsola ed Enrico Letta, con l’obiettivo di contrastare il declino demografico e territoriale nelle aree periferiche europee;
  • Il punto politico di fondo è che l’Ue sta cercando di costruire una nuova fase di integrazione meno centrata solo sulla transizione verde e più focalizzata su competitività, resilienza industriale e coesione sociale. La sfida sarà capire se questa semplificazione riuscirà davvero a ridurre costi e frammentazione senza indebolire gli obiettivi climatici e sociali europei.

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